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Due reggiani su tre pedalano al buio senza luci

di Leonardo Grilli
Due reggiani su tre pedalano al buio senza luci

Reggio Emilia: i volontari di Tuttinbici controllano un migliaio di ciclisti al calare del buio. In 680 viaggiavano irregolarmente. Record dell’84% a fari spenti lungo via Roma

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REGGIO EMILIA. La maggioranza dei ciclisti reggiani che si sposta di notte attraverso la città non rispetta il codice della strada. Oltre il 60% di loro pedala al buio senza luci, completamente invisibili in certi incroci con scarsa illuminazione, mettendo a repentaglio la loro stessa incolumità. È il bilancio negativo della campagna “Illumina la tua bici alla sera. Costa poco e ti salva la vita”, promossa dall’associazione Fiab Tuttinbici di Reggio Emilia per informare e sensibilizzare i ciclisti durante le prime due settimane di dicembre.

I volontari del gruppo hanno effettuato degli «amichevoli posti di blocco» durante i quali hanno monitorato le bici provviste di illuminazione e quelle senza. Ai reggiani “fuori legge” è stato quindi consegnato un volantino dove si evidenziavano le norme del codice della strada e i rischi per la loro incolumità, dando anche un buono sconto per l’acquisto di dispositivi di illuminazione in diversi negozi della città. Ai ciclisti virtuosi, invece, è stata consegnata in premio una moneta di cioccolato.

Le rilevazioni sono state effettuate in vari punti della città: porta Castello, via Simonazzi, piazza Tricolore, via Roma, via Nobili, porta Santo Stefano e piazzale Fiume. In totale, in circa 15 giorni di appostamento notturni, sono state controllate un migliaio di biciclette e alla fine l’esito della campagna è stato tutt’altro che lusinghiero per i reggiani. In media infatti il 68% dei fermati era sprovvisto di luci, con punte dell’84% registrate in via Roma. Al contrario, invece, i più virtuosi sono risultati i ciclisti che pedalavano a porta Castello, con il 59% di “non illuminati”. Sempre una percentuale molto alta che, spiega il presidente di Tuttinbici Gianfranco Fantini, «dovrebbe fare riflettere anche le istituzioni sull’opportunità di campagne più incisive sulla sicurezza e sul rispetto delle regole». Spesso, infatti, rispettare le regole del codice della strada tutela in primo luogo proprio i ciclisti che, di notte, rischiano di essere travolti dagli automobilisti che non riescono a vederli.

«Dai risultati della nostra campagna – prosegue Fanitni – emerge che in effetti è un po’ vero il luogo comune che vuole i ciclisti come “anarchici”. Durante i posti di blocco abbiamo cercato di far capire loro che illuminarsi di notte va a loro vantaggio ma molti si sono giustificati con scuse a dir poco infantili».

Anche se effettivamente gli impianti di illuminazione alimentati con la dinamo sono delicati, «si può ovviare tranquillamente con delle luci a pile che costano pochissimo, circa 7 o 8 euro. In più solo in tre su mille avevano il giubbino catarifrangente. È vero che è obbligatorio solo nelle strade di provincia, ma indossarlo è già una grande sicurezza».
 

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