Gazzetta di Reggio

Reggio

Messa nella chiesa spoglia con i giubbini e gli stivali

Messa nella chiesa spoglia con i giubbini e gli stivali

Don Evandro ringrazia volontari e forze dell’ordine: «Via arredi, statue e quadri  ma abbiamo voluto celebrare in chiesa a Lentigione come segno di speranza»

2 MINUTI DI LETTURA





BRESCELLO. La messa della terza domenica dell'Avvento, in gaudete (cioè della gioia), è stata celebrata dal don Evandro Gherardi nella chiesa di Lentigione e non sul piazzale Martiri della Libertà, come era stato annunciato in un primo tempo. Questo perché la chiesa, seppur disadorna delle sue preziose tele, è stata ripulita dal fango, è tornata la luce e ha potuto essere riscaldata per coloro che volevano trovare un momento di raccoglimento e di preghiera dopo l'alluvione che ha colpito il paese.

Per la verità, non sono stati tanti i cittadini che hanno assistito alla messa. La stragrande maggioranza era a spalare fango nelle loro case. Certamente, se fosse stata celebrata all'aperto, nel piazzale, il messaggio sarebbe arrivato a più persone e un segno della croce poteva essere fatto anche da chi stava lavorando a casa propria. E – se proprio si vuol fare un confronto con Guareschi – don Camillo durante la piena era rimasto sulla torre campanaria, mentre don Evandro è rimasto in chiesa. Il parroco, pur indossando il paramento liturgico rosa per la “domenica gaudete”, ha aggiunto: «Forse è un controsenso parlare di gioia qui a Lentigione, ma lo facciamo ugualmente perché siamo uomini e donne di speranza. Uomini e donne che nella fede trovano la forza di ricominciare e risorgere. Che oggi (ieri per chi legge, ndr) sia un giorno di gioia e di luce per la comunità di Lentigione, così duramente provata. La chiesa è disadorna, l'abbiamo pulita in queste ultime ore. Abbiamo dovuto portare via arredi, statue e quadri. L'umidità li avrebbe rovinati, ma ugualmente abbiamo voluto celebrare la messa a Lentigione come segno di speranza».

Il parroco ha poi ringraziato i rappresentanti istituzionali presenti in chiesa, tra cui la consigliera regionale Roberta Mori; il commissario Giacomo Di Matteo; il comandante dei carabinieri di Brescello, maresciallo Antonio Orfei; i vigili del fuoco, la Protezione civile, i carabinieri e tutti coloro che in questi giorni sono stati vicini alla popolazione e la stanno aiutando ad uscire dalla situazione di emergenza».

Per assistere alla messa le persone sono andate in chiesa con gli abiti che erano riusciti a salvare. Niente tacchi o scarpe eleganti: solo stivali e giubbini infangati, ma per questo maggiormente graditi a Nostro Signore. (m.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google