Botte sul bus della scuola tra studenti delle medie
di Ambra Prati
Quattro Castella, dopo due episodi il Comune ha mandato una lettera ai genitori Il vicesindaco: «I responsabili rischiano la sospensione dal servizio di trasporto»
3 MINUTI DI LETTURA
QUATTRO CASTELLA. Spintoni, sberle, zainetti lanciati e un ragazzo trascinato per i piedi lungo il corridoio dello scuolabus. È quanto è successo, in due episodi differenti, sul pulmino delle scuole medie “Balletti” di Quattro Castella. L’amministrazione è subito corsa ai ripari, inviando una lettera ad ogni famiglia, minacciando di lasciare a piedi i responsabili.
Il primo episodio è accaduto due settimane fa, al rientro dalle lezioni, sul servizio di trasporto pubblico gestito da Til (che ha vinto l’appalto) per conto dell’amministrazione comunale. All’uscita delle lezioni, intorno alle 13, lo scuolabus è partito dal capoluogo per fare il giro delle frazioni: Montecavolo, Salvarano, Puianello. All’improvviso, pare per futili motivi, è scoppiata una lite tra alunni di diverse età: ragazzini di prima, seconda e terza classe – quindi di età dagli 11 ai 13-14 anni –, dalla presa in giro si è passati alle mani. Gli studenti, tutti maschi, si sono picchiati, tra cartelle gettate e danneggiate e violenza gratuita sul disgraziato trascinato, mentre i compagni tentavano invano di fermarli.
«Atti di intimidazione che non hanno portato a ferimenti, né registriamo denunce – spiega il vicesindaco Tommaso Bertolini –. Ma è chiaro che l’accaduto è stato ritenuto molto grave, per l’età dei minori e per il clima non tollerabile. L’autista ha subito fermato il mezzo e sedato gli animi, comunicando l’accaduto ai genitori e a Til. D’altra parte gli altri studenti non sono stati omertosi: hanno raccontato l’accaduto ed è un buon segnale».
Alla luce della rissa, la giunta ha inviato una lettera a domicilio a tutti i genitori della “Balletti”. «A seguito dei recenti episodi sugli scuolabus – recita il testo – siamo a richiedere la vostra collaborazione nel richiamare i vostri figli al rispetto delle regole e ad un comportamento adeguato e rispettoso. Ricordiamo che qualora i ragazzi ponessero in atto azioni non consone alla propria e altrui sicurezza, l’amministrazione comunale potrà valutare, nei confronti di tali ragazzi, la sospensione del servizio di trasporto».
«Avevamo appena inviato le prime lettere – precisa Bertolini – quando quattro giorni fa si è verificato un episodio fotocopia: sempre al rientro dalle lezioni, di nuovo spintoni e bagarre tra minori. Differenti i protagonisti coinvolti, eccetto un ragazzino che ha avuto un ruolo anche nel primo fatto».
«Fa specie che l’età si abbassi sempre di più ed è preoccupante l’incapacità dei giovanissimi di gestire relazioni e conflitti – sottolinea ancora il vicesindaco –. Non si tratta solo di ragazzate. Per questo abbiamo ritenuto di agire su più fronti: chiedendo il supporto delle famiglie, ma anche organizzando, insieme alla dirigenza scolastica e alla polizia municipale, una campagna di promozione di comportamenti adeguati, con lezioni della psicologa e del comandante del corpo Unione Colline Matildiche Luca Travaglioli. Il tema è che tipo di azione educativa si può mettere in campo».
Le reazioni dei genitori sono state differenti. «Alcuni si sono dimostrati più ricettivi, altri meno – conclude Bertolini –. Ma, al di là delle parole, occorre agire. Se si verificheranno nuovi episodi e riceveremo elementi concreti e circostanziati (li abbiamo per il primo episodio), ci riserviamo di sospendere il trasporto per i responsabili. Sarebbe un provvedimento simbolico e temporaneo: essendo scuola dell’obbligo, non possiamo compromettere la frequenza scolastica. Serve un lavoro collettivo che faccia riflettere i giovanissimi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il primo episodio è accaduto due settimane fa, al rientro dalle lezioni, sul servizio di trasporto pubblico gestito da Til (che ha vinto l’appalto) per conto dell’amministrazione comunale. All’uscita delle lezioni, intorno alle 13, lo scuolabus è partito dal capoluogo per fare il giro delle frazioni: Montecavolo, Salvarano, Puianello. All’improvviso, pare per futili motivi, è scoppiata una lite tra alunni di diverse età: ragazzini di prima, seconda e terza classe – quindi di età dagli 11 ai 13-14 anni –, dalla presa in giro si è passati alle mani. Gli studenti, tutti maschi, si sono picchiati, tra cartelle gettate e danneggiate e violenza gratuita sul disgraziato trascinato, mentre i compagni tentavano invano di fermarli.
«Atti di intimidazione che non hanno portato a ferimenti, né registriamo denunce – spiega il vicesindaco Tommaso Bertolini –. Ma è chiaro che l’accaduto è stato ritenuto molto grave, per l’età dei minori e per il clima non tollerabile. L’autista ha subito fermato il mezzo e sedato gli animi, comunicando l’accaduto ai genitori e a Til. D’altra parte gli altri studenti non sono stati omertosi: hanno raccontato l’accaduto ed è un buon segnale».
Alla luce della rissa, la giunta ha inviato una lettera a domicilio a tutti i genitori della “Balletti”. «A seguito dei recenti episodi sugli scuolabus – recita il testo – siamo a richiedere la vostra collaborazione nel richiamare i vostri figli al rispetto delle regole e ad un comportamento adeguato e rispettoso. Ricordiamo che qualora i ragazzi ponessero in atto azioni non consone alla propria e altrui sicurezza, l’amministrazione comunale potrà valutare, nei confronti di tali ragazzi, la sospensione del servizio di trasporto».
«Avevamo appena inviato le prime lettere – precisa Bertolini – quando quattro giorni fa si è verificato un episodio fotocopia: sempre al rientro dalle lezioni, di nuovo spintoni e bagarre tra minori. Differenti i protagonisti coinvolti, eccetto un ragazzino che ha avuto un ruolo anche nel primo fatto».
«Fa specie che l’età si abbassi sempre di più ed è preoccupante l’incapacità dei giovanissimi di gestire relazioni e conflitti – sottolinea ancora il vicesindaco –. Non si tratta solo di ragazzate. Per questo abbiamo ritenuto di agire su più fronti: chiedendo il supporto delle famiglie, ma anche organizzando, insieme alla dirigenza scolastica e alla polizia municipale, una campagna di promozione di comportamenti adeguati, con lezioni della psicologa e del comandante del corpo Unione Colline Matildiche Luca Travaglioli. Il tema è che tipo di azione educativa si può mettere in campo».
Le reazioni dei genitori sono state differenti. «Alcuni si sono dimostrati più ricettivi, altri meno – conclude Bertolini –. Ma, al di là delle parole, occorre agire. Se si verificheranno nuovi episodi e riceveremo elementi concreti e circostanziati (li abbiamo per il primo episodio), ci riserviamo di sospendere il trasporto per i responsabili. Sarebbe un provvedimento simbolico e temporaneo: essendo scuola dell’obbligo, non possiamo compromettere la frequenza scolastica. Serve un lavoro collettivo che faccia riflettere i giovanissimi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
