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Frodi creditizie, Reggio al terzo posto con 90 casi

Frodi creditizie, Reggio al terzo posto con 90 casi

Tanti i furti di identità messi a segno in sei mesi nella nostra provincia per utilizzare dati altrui e acquisire beni senza rimborsare il finanziamento

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REGGIO EMILIA. Non vanta il poco invidiabile primato nazionale, ma anche l'Emilia-Romagna subisce il fenomeno delle frodi creditizie messe a segno mediante furto di identità con successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni senza rimborsare il finanziamento o pagare il bene. In regione, infatti, si sono contati quasi 600 casi nel contesto italiano di «un fenomeno dalle dimensioni a dir poco preoccupanti, in particolare relativamente al credito al consumo». A lanciare l'allarme è l'ultima edizione dell'osservatorio Crif (azienda bolognese specializzata nelle informazioni creditizie) che in Italia ha conteggiato, nei primi sei mesi dell'anno oltre 11.000 casi, contro una media, nel semestre dei due anni fa, intorno alle 8.000 unità.

L'Emilia-Romagna, dunque, non è immune da tutto questo: registra 588 casi di frode nel primo semestre 2017, dato che la posiziona al sesto posto della graduatoria nazionale alle spalle di Sicilia (2.021 casi), Campania (1.798), Puglia (1.261), Lombardia (1.106) e Lazio (951). A livello provinciale, spicca la provincia di Modena, con 102 casi (25esimo posto nel ranking nazionale), mentre nella provincia di Bologna sono state 99 (27esima posizione); segue Reggio Emilia, 90 casi, mentre Ferrara si posiziona all'estremo opposto della classifica regionale: solo 27 frodi. In mezzo Forlì-Cesena (47), Parma (63), Piacenza (38), Ravenna (52) e Rimini (90) l'importo medio delle frodi è stato di 7.047 euro, per un valore totale stimato superiore agli 80 milioni di euro.

«Frodi creditizie e truffe online stanno diventando la nuova piaga del crimine: se le rapine in banca sono in continua diminuzione, registriamo infatti l'inarrestabile ascesa di nuove tipologie di reati che sfruttano la tecnologia e la possibilità di effettuare operazioni online – commenta Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif – i giovani risultano particolarmente esposti ai furti di identità online, anche per la quantità di dati spesso condivisi in modo eccessivamente disinvolto su internet e sui social media, ma tutti senza eccezioni siamo vulnerabili al rischio di subire una frode creditizia». Soprattutto con gli acquisti natalizi, periodo che tipicamente vede una impennata dei casi, «è bene alzare il livello di guardia». La tipologia prevalente di beni acquistati con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento si conferma quella degli elettrodomestici: 38% dei casi. Al secondo posto, auto e moto (9,1%), poi immobili e ristrutturazioni (8,4%). In costante aumento l'acquisto di trattamenti estetici-medici (+12,2%, anche se si fermano al 4,2% del totale). Quanto alla tipologia, il prestito finalizzato continua a fare la parte del leone, con il 56,5% dei casi di frode che interessano questo prodotto. Ma prosegue l'aumento significativo delle frodi su carte di credito, che nel primo semestre 2017 fanno registrare un eloquente +78,7% rispetto ai primi sei mesi del 2016 arrivando a spiegare quasi il 30% del totale mentre i casi relativi ai prestiti personali calano del -15,7%. Per mettere a segno i colpi la carta di identità è il documento più utilizzato (in oltre l'80% dei casi): in particolare, si tratta di carte di identità contraffatte oppure valide, ma non riconducibili al soggetto cui sono intestate.

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