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I comuni rivieraschi al lavoro per diventare area Mab Unesco

I comuni rivieraschi al lavoro per diventare area Mab Unesco

Ieri a Guastalla l’assemblea per la creazione della Riserva e la candidatura dei territori del medio Po Le proposte: attivazione di una segreteria operativa e organizzazione di animazioni sul territorio

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GUASTALLA. Si è svolta ieri mattina, nella sala dell’Antico Portico, in accordo con l’Autorità di bacino del fiume Po, un’assemblea dei promotori della candidatura a Riserva MaB Unesco per i territori del medio Po, con denominazione “Po Grande”.

Al centro dell’incontro – a cui hanno partecipato, oltre al sindaco Camilla Verona e al vicesindaco Ivan Pavesi, molti sindaci dei Comuni coinvolti insieme ai rappresentanti delle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna, Meuccio Berselli direttore Aipo Parma, Lorenzo Frattini di Legambiente, l’assessore regionale lombardo Gianni Fava, il presidente del Consorzio Oltrepo Mantovano Fabrizio Nosari – l’attivazione e la definizione di una segreteria organizzativa e/o operativa in grado di produrre tutta la documentazione necessaria e supportare i comuni nel percorso: Legambiente regionale. Da definire anche le azioni necessarie al percorso comprendenti, tra l’altro, la stesura del documento di candidatura ad opera di personale specializzato, la predisposizione di azioni di animazione territoriale e comunicazione.

L’individuazione delle risorse economiche necessarie e la modalità di gestione dei necessari incarichi. Resta da stabilire la governance del Mab Unesco e gli altri strumenti necessari alla completa attivazione della Riserva, in particolare il comitato scientifico con il compito di approfondire le varie tematiche sulla gestione della costituente Riserva MaB Unesco, e un’associazione Amici della Riserva MaB “PoGrande” a cui possano aderire enti, aziende, cittadini che vogliano partecipare e collaborare attivamente ed anche economicamente al progetto.

Serve ora uno sforzo finale per dare completa realizzazione al percorso in tempi certi. Rispetto a questo sarà fondamentale una piena condivisione dopo la recente riunione della “cabina di regia” istituita dal Protocollo, una assunzione di responsabilità sulle risorse economiche necessarie ed il pieno mandato all’ente capofila, l’Autorità di distretto del Po.

Nelle prossime settimane si lavorerà anche per coinvolgere l’imprenditoria privata. Il percorso, attualmente, ha raggiunto un fondamentale punto con la presentazione al Ministero per l’ambiente del formulario di candidatura. Recependo il documento il Ministero ha fornito particolari prescrizioni che riguardano sostanzialmente l’azione da svolgere nei territori per far acquisire alle popolazioni la consapevolezza di partecipare a questo progetto di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

A questo percorso hanno aderito con firma di uno specifico protocollo d’intesa 64 comuni su cinque province: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Cremona e Mantova. (m.p.)

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