La nuova sede di Unicredit ha conquistato i reggiani
di Carlotta Curti
Aperti ieri al pubblico gli uffici della banca dopo il trasloco da Piazza del Monte Tanti curiosi si sono fatti tentare: «La facciata è splendida... quasi quasi entro»
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REGGIO EMILIA. La nuova sede di Unicredit, ad un anno esatto dall’inizio dei lavori, ieri mattina ha aperto i battenti. Storicamente insediata a Palazzo del Monte, si è ora stabilita a Palazzo Pratonieri, all’angolo tra via Toschi e Via Fornaciari. A pochi passi dalla vecchia sede.
Palazzo Pratonieri, che precedentemente era stato sede della Cassa di Risparmio, è stato quindi finalmente restituito ai reggiani in tutto il suo splendore (l’architettura originaria è rinascimentale). Da ieri gli uffici sono aperti al pubblico, mentre l’inaugurazione ufficiale è prevista per gennaio.
Ma sono stati tanti i reggiani che non hanno voluto aspettare l’inaugurazione ufficiale del mese prossimo e ieri mattina si sono presentati in via Toschi, curiosi e interessati al risultato finale dei restauri. «Che dire, un ottimo lavoro di restauro – commenta Cristina Bonacini –. Trovo che sia una delle più belle banche che abbia mai visitato, veramente straordinaria sia all’interno, sia all’esterno. Il piano adibito agli uffici è meraviglioso con quella scala marmorea all’ingresso e lo spazio luminoso centrale, bellissimo».
L’interno è in effetti ricco di marmi e decorazioni e, varcata la porta di ingresso, si possono ammirare ai lati niente meno che le statue marmoree di Ludovico Ariosto (a sinistra) e di Matteo Maria Boiardo (a destra), realizzate dallo scultore Riccardo Secchi nel 1916.
Anche Fausto Bellocchi è entusiasta: «È bellissimo, credo che abbiano fatto bene i dirigenti della banca stessa a decidere questo trasferimento. Palazzo Pratonieri non meritava di rimanere chiuso. Per quanto riguarda la ristrutturazione diciamo che adesso è davvero una banca nuova. Ci sono scompartimenti di uffici preposti alle varie funzioni, le casse ovviamente... ma a dir la verità non ho prelevato, ho solo curiosato».
C’è chi va molto fiero del trasferimento della banca nella nuova sede, come Giuseppe Tamagnini secondo il quale «questa banca non poteva essere che bellissima perché prima occupava uno dei palazzi più importanti di Reggio, quello del Monte dei Pegni, e adesso è altrettanto bello questo luogo, veramente fantastico, bel recupero. Un palazzo del ’500 appartenuto ai Pratonieri, una delle famiglie più ricche di Reggio. Un edificio funzionale restituito ai reggiani, una delle poche cose di cui possiamo davvero andare fieri».
I Pratonieri, celebre famiglia di mercanti di lane, vollero fortemente questo palazzo che in seguito passarono ai conti Vezzani e sembra che il manufatto originario rinascimentale fosse opera di Bartolomeo Spani. Ma il Palazzo ha subìto diversi restauri nel corso del tempo. Fu ristrutturato nel 1882 dall’ingegnere reggiano Pio Casoli che rimaneggiò principalmente gli esterni dandovi un’immagine quattrocentesca mentre il bolognese Edoardo Collamarini supervisionò i lavori interni che si svolsero tra il 1910 e il 1916.
C’è anche chi non è ancora entrato, ma si ferma in via Toschi ad ammirare la facciata del palazzo e sbircia l’interno incuriosito: «Lo conosco da vecchia data, tutti me ne hanno parlato così bene – afferma Silvia Magnani – non l’ho ancora visto, a dire la verità, ma a colpo d’occhio sembra bellissimo. Quasi quasi entro».
Ivan De Gerolamo va di corsa ma è appena uscito ed esclama: «Veramente stupendo! Sarebbe da visitare».
Infine a rilasciare qualche dichiarazione è Chiara Piacentini, dell’ufficio di Gabinetto del sindaco, che esce dal Palazzo raggiante: «Quando si ripristina un palazzo bello del centro storico, la città ne può solo acquistare in bellezza. La nostra Reggio diventa sempre più bella. Si ampliano un po’ i soliti quadranti che sono stati riqualificati quindi procediamo perché Via Toschi è una strada bellissima e ha ancora tante facciate e tanti palazzi che devono essere recuperati». E si congeda con la citazione dostoevskijana “La bellezza salverà il mondo”. Scrivetelo questo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Palazzo Pratonieri, che precedentemente era stato sede della Cassa di Risparmio, è stato quindi finalmente restituito ai reggiani in tutto il suo splendore (l’architettura originaria è rinascimentale). Da ieri gli uffici sono aperti al pubblico, mentre l’inaugurazione ufficiale è prevista per gennaio.
Ma sono stati tanti i reggiani che non hanno voluto aspettare l’inaugurazione ufficiale del mese prossimo e ieri mattina si sono presentati in via Toschi, curiosi e interessati al risultato finale dei restauri. «Che dire, un ottimo lavoro di restauro – commenta Cristina Bonacini –. Trovo che sia una delle più belle banche che abbia mai visitato, veramente straordinaria sia all’interno, sia all’esterno. Il piano adibito agli uffici è meraviglioso con quella scala marmorea all’ingresso e lo spazio luminoso centrale, bellissimo».
L’interno è in effetti ricco di marmi e decorazioni e, varcata la porta di ingresso, si possono ammirare ai lati niente meno che le statue marmoree di Ludovico Ariosto (a sinistra) e di Matteo Maria Boiardo (a destra), realizzate dallo scultore Riccardo Secchi nel 1916.
Anche Fausto Bellocchi è entusiasta: «È bellissimo, credo che abbiano fatto bene i dirigenti della banca stessa a decidere questo trasferimento. Palazzo Pratonieri non meritava di rimanere chiuso. Per quanto riguarda la ristrutturazione diciamo che adesso è davvero una banca nuova. Ci sono scompartimenti di uffici preposti alle varie funzioni, le casse ovviamente... ma a dir la verità non ho prelevato, ho solo curiosato».
C’è chi va molto fiero del trasferimento della banca nella nuova sede, come Giuseppe Tamagnini secondo il quale «questa banca non poteva essere che bellissima perché prima occupava uno dei palazzi più importanti di Reggio, quello del Monte dei Pegni, e adesso è altrettanto bello questo luogo, veramente fantastico, bel recupero. Un palazzo del ’500 appartenuto ai Pratonieri, una delle famiglie più ricche di Reggio. Un edificio funzionale restituito ai reggiani, una delle poche cose di cui possiamo davvero andare fieri».
I Pratonieri, celebre famiglia di mercanti di lane, vollero fortemente questo palazzo che in seguito passarono ai conti Vezzani e sembra che il manufatto originario rinascimentale fosse opera di Bartolomeo Spani. Ma il Palazzo ha subìto diversi restauri nel corso del tempo. Fu ristrutturato nel 1882 dall’ingegnere reggiano Pio Casoli che rimaneggiò principalmente gli esterni dandovi un’immagine quattrocentesca mentre il bolognese Edoardo Collamarini supervisionò i lavori interni che si svolsero tra il 1910 e il 1916.
C’è anche chi non è ancora entrato, ma si ferma in via Toschi ad ammirare la facciata del palazzo e sbircia l’interno incuriosito: «Lo conosco da vecchia data, tutti me ne hanno parlato così bene – afferma Silvia Magnani – non l’ho ancora visto, a dire la verità, ma a colpo d’occhio sembra bellissimo. Quasi quasi entro».
Ivan De Gerolamo va di corsa ma è appena uscito ed esclama: «Veramente stupendo! Sarebbe da visitare».
Infine a rilasciare qualche dichiarazione è Chiara Piacentini, dell’ufficio di Gabinetto del sindaco, che esce dal Palazzo raggiante: «Quando si ripristina un palazzo bello del centro storico, la città ne può solo acquistare in bellezza. La nostra Reggio diventa sempre più bella. Si ampliano un po’ i soliti quadranti che sono stati riqualificati quindi procediamo perché Via Toschi è una strada bellissima e ha ancora tante facciate e tanti palazzi che devono essere recuperati». E si congeda con la citazione dostoevskijana “La bellezza salverà il mondo”. Scrivetelo questo».
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