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Reggio Emilia, finito il puzzle del Grade: la Pet ora è realtà

Reggio Emilia, finito il puzzle del Grade: la Pet ora è realtà

Raggiunti con due anni di anticipo i due milioni necessari per lo strumento. L’annuncio nella tradizionale cena di Natale. Merli: «In funzione già nel 2018»

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REGGIO EMILIA . Un’ovazione delle 1.350 persone si è levata dalle Fiere quando, durante il decimo anniversario della tradizionale cena di Natale della Fondazione Grade Onlus, una notizia ha emozionato gli animi: grazie al progetto Pet Puzzle, in un solo anno anziché in 3, Grade ha potuto acquistare la nuova Pet. Lanciato a dicembre 2016, Pet Puzzle è il grande puzzle da 20mila pezzi per raccogliere due milioni per l’acquisto di una nuova Pet da donare all’Ausl di Reggio.

Ma, in soli 12 mesi, mille donatori, 13mila pezzi del puzzle donati, 1.300.000 euro raccolti, a cui si è aggiunto un finanziamento Credem da 700mila euro, hanno reso possibile questo straordinario traguardo con anticipo rispetto alle previsioni. «La Pet, o Positron Emission Tomography, è una metodica di diagnostica per immagini – spiega Francesco Merli, direttore della Struttura Complessa di Ematologia del Santa Maria Nuova-Irccs – che consente di individuare precocemente i tumori e di valutarne la dimensione e la localizzazione. Quella acquistata da Grade è particolarmente innovativa e sarà il primo modello di questo tipo presente in Italia. Siamo convinti che nel 2018 sarà già installata e funzionante».

«Un risultato davvero inaspettato – conferma Roberto Abati, direttore generale Grade – oltre le nostre più rosee aspettative. Ancora una volta, la comunità reggiana ha dimostrato di essere presente, appassionata e profondamente solidale. Avere la fiducia e l’affetto delle persone ci indica che questa è la strada giusta, che dobbiamo andare avanti con fiducia».

Il progetto Pet Puzzle non si ferma qui: la raccolta fondi infatti continua per gli ultimi 700mila euro, ovvero per coprire il finanziamento Credem. A questo proposito, sono già previsti due contributi di Fondazione Manodori e Unindustria, che serviranno a coprire parte del debito contratto.

«Questa è la festa di chi, credendo in un sogno, ci ha messo cuore, passione, intelligenza – afferma Stefano Bonaccini, presidente della Regione – e, grazie a un rapporto virtuoso con istituzioni e sanità, è riuscito in un’impresa che è sotto gli occhi di tutti. La Regione vi è vicina e costruiremo ancora sogni che diventeranno realtà». Oltre a Bonaccini, erano tanti i volti noti presenti alla cena tra medici, infermieri, volontari, rappresentanti delle istituzioni, sostenitori e amici: il sindaco Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il presidente Gianni Borghi, il direttore Generale Reggio Emilia, Fausto Nicolini. Senza dimenticare Alessandro Montanini, ad di Diffusione Tessile, che – accompagnato da Sara Cantarelli, dipendente dell’azienda ed ex paziente – ha consegnato un assegno da 50mila euro, fondi raccolti durante la campagna Fashion for Charity». Un concerto delle Canne da Zucchero e un inatteso fuori programma – con tutto il Reparto di Ematologia sul palco a cantare un inedito “Ma al CoRe no” – hanno reso indimenticabile la serata.


 

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