Gazzetta di Reggio

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«Vogliamo sapere di chi è la colpa»

di Andrea Vaccari
«Vogliamo sapere di chi è la colpa»

«Perché non siamo stati avvertiti?». «Cosa è successo?» I Lentigionesi chiedono di sapere il perché dell’esondazione

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BRESCELLO. Tensione altissima ieri mattina al centro sociale di Lentigione dove uno dei commissari del Comune, Massimo Marchesiello, ha incontrato i cittadini della frazione brescellese per fare il punto a una settimana dall’esondazione dell’Enza.

Un incontro che si è ben presto trasformato in uno scontro, con i residenti che senza mezzi termini hanno chiesto a Marchesiello le ragioni del disastro, manifestando – com’era ovvio – tutte le ragioni del loro disappunto.

Unico rappresentante della commissione, nell’occasione Marchesiello era accompagnato da una folta delegazione di forze dell’ordine e di vari dirigenti della Protezione civile che in questi giorni hanno seguito passo passo l’evolversi della situazione.

Sulla carta, l’occasione avrebbe dovuto essere buona per parlare con i lentigionesi dell’immediato futuro: gestione dell’emergenza, evidenziare le criticità, come muoversi per i risarcimenti, e altri aspetti essenziali avrebbero dovuto essere i temi all’ordine del giorno, ma l’incontro ha subito assunto i toni del processo.

Non sono passati nemmeno trenta secondi da quando Marchesiello ha effettuato il suo discorso introduttivo che dal pubblico si sono levati i primi strali: «Vogliamo sapere cos’è successo! Di chi è la colpa di tutto questo?». Il commissario, dopo aver tentato di spiegare che l’intento del confronto era quello di parlare del futuro e non del passato, non ha potuto esimersi di ritornare sulla dinamica dei fatti («abbiamo ricevuto rassicurazioni tecniche di un certo tipo»), ribadendo che ogni giudizio verrà formulato dalla magistratura, impegnata a indagare.

Dopo le sfuriate iniziali in cui sono volate anche parole offensive – oltre a coloriti inviti a sporcarsi le mani come hanno fatto gli alluvionati e alcuni spettatori che hanno subito lasciato l’incontro come chiaro segno di insoddisfazione – la “palla” è passata ai lentigionesi che hanno raccontato le rispettive storie, tornando a citare gli episodi ormai noti: lo scarso preavviso per l’evacuazione e i dati che, sulla carta, lasciavano presagire ciò che poi sarebbe successo.

Il tutto per ribadire che l’evento di piena è stato sottostimato. Dal coro è emersa anche qualche linea difensiva a favore dei commissari, tra cui quella di un cittadino che ha provato a spostare il “mirino” delle responsabilità: «Il punto è che la manutenzione dell’Enza è carente da oltre vent’anni a questa parte – ha spiegato il residente – e di questo non sono responsabili i commissari, in quanto in tutto questo tempo si sono susseguiti tanti altri sindaci, ed esistono gli enti preposti per vigilare su questi aspetti, come l’Aipo e la Protezione civile. I commissari hanno agito in base ai dati che sono stati loro passati».

Particolarmente toccante, inoltre, è stata la testimonianza della nuora di Renzo Porzani, l’uomo stroncato nei giorni scorsi da un infarto. «Mio suocero è stato male nel vedere dalla finestra che l’acqua gli entrava in casa – ha spiegato – e nel corso degli anni numerose sono state le sue segnalazioni al Magistrato per il Po al fine di evidenziare alcune situazioni critiche della zona. Perché nessuno è mai intervenuto?».

La rabbia dei residenti è poi esplosa nel momento in cui qualcuno ha fatto il nome del brescellese Volmer Bonini, responsabile del comitato regionale dei volontari della Protezione civile. Attualmente Bonini (vedi articolo a destra) si trova alle Canarie – come ogni anno in questo periodo – a trovare il figlio che vive là, e la sua assenza in questo momento ha fatto crescere le polemiche.

Uno dei suggerimenti più costruttivi è stato quello ad opera di un residente che ha proposto a Marchesiello e alla Protezione civile di istituire un questionario per capire cosa ha funzionato e cosa no in questa fase di emergenza, in modo da arrivare più preparati, pur sperando che non sia necessario, se si dovesse verificare una prossima volta». (a.v.)

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