Addio a Sandra, la protagonista del libro “Il bracciale di sterline”
Villa Minozzo: stamane i funerali a Modena, poi l’83enne Zambonini riposerà nel cimitero di Cervarolo Dal regalo fattole da un soldato inglese nel ’45, quando era 12enne, è nato il romanzo di Incerti e Ruozi
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VILLA MINOZZO. Si svolgono questa mattina, alle 12, a Modena i funerali Sandra Zambonini, 83 anni originaria di Castiglione d’Asta ai piedi del Cusna. L’anziana è morta lunedì e con lei se ne va un pezzo di storia importante del ‘900 nell’Appennino Reggiano.
L’anziana è stata infatti protagonista delle cronache letterarie a livello nazionale per aver ispirato il libro “Il bracciale di sterline” scritto dai reggiani Matteo Incerti e Valentina Ruozi. Dopo la cerimonia funebre, la salma verrà trasportata verso il cimitero di Cervarolo dove alle 14.30 avverrà l’ultimo saluto.
“Il bracciale di sterline” è stato l’apripista di una serie di romanzi storici che fanno riferimento alla famosa “Operazione Tombola”, la missione che inflisse il colpo micidiale alla Linea Gotica nel marzo del 1945. Sandra, allora dodicenne, ricevette in regalo un bracciale composto da penny di sterline da uno dei paracadutisti inglesi dello “2nd Special Air Service” ospiti nella sua casa alla Governara in Val d’Asta. Fu l’ultimo dono prima di partire per l’attacco al comando generale tedesco a Botteghe d’Albinea. Quel ragazzo biondo, che parlava uno stentato italiano, non fece ritorno.
Per decenni Sandra cercò di dare un’identità a quel volto che non svaniva dalla sua memoria. Nel 2005 raccontò l’episodio alla giovane cronista di Albinea Valentina Ruozi, che con entusiasmo ne raccolse il testimone. E nella primavera del 2010, intrecciando le ricerche storiche del giornalista reggiano Matteo Incerti, finalmente Sandra riuscì a identificare il paracadutista scorrendo le foto dei soldati dell’“Operazione Tombola”.
Si trattava del tenente James Arthur Riccomini, uno dei tre britannici morti nell’attacco a Villa Rossi la notte del 27 marzo 1945. In un primo momento i tre caduti furono sepolti nel cimitero della chiesa di Albinea. Al termine della guerra i corpi vennero riesumati e trasportati al cimitero militare inglese di Trenno a Milano, dove si trovano ancora oggi. Due mesi fa in Inghilterra le medaglie e le memorie di Riccomini, sono state vendute all’asta per quasi 10.000 sterline.
Intorno a quell’episodio tanto tragico quanto romantico, Incerti e la Ruozi hanno cominciato a ricostruire storie e personaggi legati all’attacco anglo-partigiano di Botteghe di Albinea. Il risultato è stata la scoperta di incredibili vicende. Tra queste sbucò, anche un secondo bracciale simile a quello di Sandra, che un altro reduce di “Operazione Tombola”, il russo Fedor Lukianenko negli anni ‘50 donò a sua figlia Silvia, anche in quel caso come dono di addio.
Da queste storie nel 2011 nasce il romanzo ispirato al bracciale di Sandra e quel dono divenne patrimonio condiviso di tanti. Il piccolo braccialetto è tutt’ora conservato dalla famiglia. Dalla pubblicazione del romanzo è diventato il simbolo di storie, amori e amicizie che si sono intrecciate e ritrovate oltre il tempo e lo spazio.
Fino a che la salute glielo ha permesso, Sandra è stata testimone di quel giorni lontano e ha lasciato i suoi ricordi in brevi video interviste sul web.
Vedova da qualche anno dello storico Pietro Alberghi, Sandra Zambonini lascia la figlia Donatella.
L’anziana è stata infatti protagonista delle cronache letterarie a livello nazionale per aver ispirato il libro “Il bracciale di sterline” scritto dai reggiani Matteo Incerti e Valentina Ruozi. Dopo la cerimonia funebre, la salma verrà trasportata verso il cimitero di Cervarolo dove alle 14.30 avverrà l’ultimo saluto.
“Il bracciale di sterline” è stato l’apripista di una serie di romanzi storici che fanno riferimento alla famosa “Operazione Tombola”, la missione che inflisse il colpo micidiale alla Linea Gotica nel marzo del 1945. Sandra, allora dodicenne, ricevette in regalo un bracciale composto da penny di sterline da uno dei paracadutisti inglesi dello “2nd Special Air Service” ospiti nella sua casa alla Governara in Val d’Asta. Fu l’ultimo dono prima di partire per l’attacco al comando generale tedesco a Botteghe d’Albinea. Quel ragazzo biondo, che parlava uno stentato italiano, non fece ritorno.
Per decenni Sandra cercò di dare un’identità a quel volto che non svaniva dalla sua memoria. Nel 2005 raccontò l’episodio alla giovane cronista di Albinea Valentina Ruozi, che con entusiasmo ne raccolse il testimone. E nella primavera del 2010, intrecciando le ricerche storiche del giornalista reggiano Matteo Incerti, finalmente Sandra riuscì a identificare il paracadutista scorrendo le foto dei soldati dell’“Operazione Tombola”.
Si trattava del tenente James Arthur Riccomini, uno dei tre britannici morti nell’attacco a Villa Rossi la notte del 27 marzo 1945. In un primo momento i tre caduti furono sepolti nel cimitero della chiesa di Albinea. Al termine della guerra i corpi vennero riesumati e trasportati al cimitero militare inglese di Trenno a Milano, dove si trovano ancora oggi. Due mesi fa in Inghilterra le medaglie e le memorie di Riccomini, sono state vendute all’asta per quasi 10.000 sterline.
Intorno a quell’episodio tanto tragico quanto romantico, Incerti e la Ruozi hanno cominciato a ricostruire storie e personaggi legati all’attacco anglo-partigiano di Botteghe di Albinea. Il risultato è stata la scoperta di incredibili vicende. Tra queste sbucò, anche un secondo bracciale simile a quello di Sandra, che un altro reduce di “Operazione Tombola”, il russo Fedor Lukianenko negli anni ‘50 donò a sua figlia Silvia, anche in quel caso come dono di addio.
Da queste storie nel 2011 nasce il romanzo ispirato al bracciale di Sandra e quel dono divenne patrimonio condiviso di tanti. Il piccolo braccialetto è tutt’ora conservato dalla famiglia. Dalla pubblicazione del romanzo è diventato il simbolo di storie, amori e amicizie che si sono intrecciate e ritrovate oltre il tempo e lo spazio.
Fino a che la salute glielo ha permesso, Sandra è stata testimone di quel giorni lontano e ha lasciato i suoi ricordi in brevi video interviste sul web.
Vedova da qualche anno dello storico Pietro Alberghi, Sandra Zambonini lascia la figlia Donatella.
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