Bullismo, un problema visto come opportunità
di Nicole Nasi
Il fenomeno sociale al centro di una giornata di studi alla Galilei di Massenzatico I professori e la Polfer di Parma insegnano come contrastare l’emergenza
3 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Occhi sbarrati, disegni ovunque e tante domande.
Nei corridoi e nelle aule della scuola una mostra dal titolo “Stendiamo il bullismo”, discussioni in classe con gli insegnanti e il classico albero di Natale con messaggi e riflessioni, scritte e/o disegnate contro il bullismo.
Così si sono preparati gli alunni della scuola media di Massenzatico, che fa capo all’Istituto comprensivo Galileo Galilei di Reggio Emilia all’incontro natalizio, giunto oramai alla 12esima edizione, sul tema del bullismo e il cyber bullismo. Un entusiasmante appuntamento che ha coinvolto non solo gli insegnanti ma gli stessi studenti, le loro famiglie e gli agenti della Polfer di Parma.
A presiedere l’organizzazione, come ogni anno, il professore d’arte Giorgio Cangiano che si è avvalso dell’aiuto della referente dei progetti, la professoressa Silvia Regnani, della vicepreside Rita Martino, della dirigente scolastica Mariagrazia Culzoni e della referente di sede Teresa Mastrocolo.
«Non fate qualcosa che può essere pericoloso per voi – inizia così l’intervento dell’ispettore superiore della Polfer di Parma, Massimo Robuschi – e farsi vedere per essere grandi può portare spesso a situazioni spiacevoli».
Questo è anche il messaggio lanciato da due alunni dell’istituto che, con una canzone rap, hanno voluto denunciare i classici comportamenti dei bulli. A seguire, tre studentesse, ispirate dai racconti delle sorelle più grandi che avevano partecipato al progetto gli anni precedenti, hanno letto davanti a tutti una poesia scritta di loro pugno
«Spinte sui treni, zaini buttati tra i binari, prove per far parte di un gruppo – spiega l’ispettore Robuschi – sono gli episodi bullismo più frequenti nelle stazioni del territorio, soprattutto in quelle più isolate dove sfuggire agli agenti è più semplice e veloce. I giovani adolescenti, tra i 13 e i 17 anni, compiono e subiscono questi episodi avendo però ancora timore nel sporgere denuncia. La polizia è dalla vostra parte».
Gli studenti hanno partecipato in modo attivo e curioso: «Da chi ci dobbiamo proteggere? Come dobbiamo reagire ? – sono le domande più frequenti che sono state poste ai presenti – Se qualcuno mi dovesse rubare lo zainetto posso corrergli dietro o devo chiamare qualcuno?» .
Dopo aver dato risposte esaustive Massimo Robuschi, in merito, ha parlato anche di prevenzione esponendo un nuovo progetto agli alunni dal nome “Train to be cool” e fornendo informazioni sulla pagina Facebook “Agente Lisa”, realizzata per dare consigli ai ragazzi e che possono utilizzare come strumento di denuncia di episodi di bullismo, per rendere tutti partecipi e contrastare il fenomeno sociale.
Attesa era anche la partecipazione dell’ingegnere Giovanni Piccinini referente cyber crime della questura di Reggio Emilia che, per problemi personali, non ha potuto essere presente: avrebbe svelato piccoli trucchi agli studenti per difendersi dal bullismo sul web.
«Andrà tutto bene se riuscirete a vincere la sfida più difficile: rimanere voi stessi in un mondo dove tutti cercano di farvi essere qualcun altro», il messaggio inviato alla scuola dall’assessore all’Educazione e conoscenza Raffaella Curioni, anch’essa tra gli assenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nei corridoi e nelle aule della scuola una mostra dal titolo “Stendiamo il bullismo”, discussioni in classe con gli insegnanti e il classico albero di Natale con messaggi e riflessioni, scritte e/o disegnate contro il bullismo.
Così si sono preparati gli alunni della scuola media di Massenzatico, che fa capo all’Istituto comprensivo Galileo Galilei di Reggio Emilia all’incontro natalizio, giunto oramai alla 12esima edizione, sul tema del bullismo e il cyber bullismo. Un entusiasmante appuntamento che ha coinvolto non solo gli insegnanti ma gli stessi studenti, le loro famiglie e gli agenti della Polfer di Parma.
A presiedere l’organizzazione, come ogni anno, il professore d’arte Giorgio Cangiano che si è avvalso dell’aiuto della referente dei progetti, la professoressa Silvia Regnani, della vicepreside Rita Martino, della dirigente scolastica Mariagrazia Culzoni e della referente di sede Teresa Mastrocolo.
«Non fate qualcosa che può essere pericoloso per voi – inizia così l’intervento dell’ispettore superiore della Polfer di Parma, Massimo Robuschi – e farsi vedere per essere grandi può portare spesso a situazioni spiacevoli».
Questo è anche il messaggio lanciato da due alunni dell’istituto che, con una canzone rap, hanno voluto denunciare i classici comportamenti dei bulli. A seguire, tre studentesse, ispirate dai racconti delle sorelle più grandi che avevano partecipato al progetto gli anni precedenti, hanno letto davanti a tutti una poesia scritta di loro pugno
«Spinte sui treni, zaini buttati tra i binari, prove per far parte di un gruppo – spiega l’ispettore Robuschi – sono gli episodi bullismo più frequenti nelle stazioni del territorio, soprattutto in quelle più isolate dove sfuggire agli agenti è più semplice e veloce. I giovani adolescenti, tra i 13 e i 17 anni, compiono e subiscono questi episodi avendo però ancora timore nel sporgere denuncia. La polizia è dalla vostra parte».
Gli studenti hanno partecipato in modo attivo e curioso: «Da chi ci dobbiamo proteggere? Come dobbiamo reagire ? – sono le domande più frequenti che sono state poste ai presenti – Se qualcuno mi dovesse rubare lo zainetto posso corrergli dietro o devo chiamare qualcuno?» .
Dopo aver dato risposte esaustive Massimo Robuschi, in merito, ha parlato anche di prevenzione esponendo un nuovo progetto agli alunni dal nome “Train to be cool” e fornendo informazioni sulla pagina Facebook “Agente Lisa”, realizzata per dare consigli ai ragazzi e che possono utilizzare come strumento di denuncia di episodi di bullismo, per rendere tutti partecipi e contrastare il fenomeno sociale.
Attesa era anche la partecipazione dell’ingegnere Giovanni Piccinini referente cyber crime della questura di Reggio Emilia che, per problemi personali, non ha potuto essere presente: avrebbe svelato piccoli trucchi agli studenti per difendersi dal bullismo sul web.
«Andrà tutto bene se riuscirete a vincere la sfida più difficile: rimanere voi stessi in un mondo dove tutti cercano di farvi essere qualcun altro», il messaggio inviato alla scuola dall’assessore all’Educazione e conoscenza Raffaella Curioni, anch’essa tra gli assenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
