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Tragedia di Luzzara, Antonella Barbieri è stata trasferita in carcere

Tragedia di Luzzara, Antonella Barbieri è stata trasferita in carcere

Antonella Barbieri, che il 7 dicembre ha ucciso i due figli per poi tentare di farla finita, non è più ricoverata al Santa Maria ma è stata trasferita in una struttura carceraria idonea alle cure psichiatriche di cui necessita

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LUZZARA. Antonella Barbieri – che il 7 dicembre ha ucciso i due figli per poi tentare di farla finita – non è più ricoverata nell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, ma è stata trasferita, come disposto dalla procura di Mantova, in una struttura carceraria idonea alle cure psichiatriche di cui necessita.

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Nel frattempo ieri, mercoledì 20 dicembre, centinaia di persone in silenzio, con viso coperto di lacrime, hanno osservato due piccole bare bianche. Si sono svolti alle 14.30, nella chiesa parrocchiale di San Pietro, a Viadana, i funerali di Kim e Lorenzo Zeus Benatti di 2 e 5 anni, i due bimbi uccisi dalla madre Antonella Barbieri.

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Presenti alla cerimonia, officiata dal parroco visibilmente commosso don Antonio Censori, centinaia di persone. I carabinieri che hanno offerto il loro saluto, i vigili del fuoco, la squadra di rugby del Viadana, i volontari dell’assistenza. Tutti in lacrime, tutti avvolti dal dolore.

Secondo quanto ricostruito finora Antonella Barbieri, in cura per problemi psicologici aggravati dopo la nascita della figlia, ha avuto un raptus nella tarda mattinata di giovedì 7 dicembre, mentre il marito Andrea Benatti, 38enne ex giocatore di rugby, era al lavoro nell’officina di riparazione camion della famiglia, a Motteggiana.

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Al piano superiore della casa ha soffocato con un cuscino la figlia Kim, lasciandola poi celata da una coperta nel letto matrimoniale. Tanto che quando, qualche ora più tardi, in casa sono entrati il marito e i carabinieri, non hanno trovato subito la bimba, perché il corpicino sotto il cuscino e la coperta non si vedeva.

Subito dopo, la fuga. La donna è uscita di casa con il figlio Lorenzo, portando con sé non il cellulare ma un coltello da cucina. In auto ha percorso una dozzina di chilometri, raggiunto un’area golenale oltre Luzzara, in località Fogarino, dove le ruote si sono impantanate. Verso le 15.30 un pastore ha notato l’auto, visto la donna a bordo e il sangue nell’abitacolo. Le ha chiesto se avesse bisogno di aiuto. «Tutto bene» le ha fatto cenno lei.

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