Gazzetta di Reggio

Reggio

Confartigianato Lapam  

Export alimentare, imprese in calo

Nel terzo trimestre 2017 le aziende del comparto sono 940 (-0,7%)

1 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. A Natale siamo tutti più mangioni? Sì e no. Lo conferma una ricerca Confartigianato Lapam, che analizza anche l’export alimentare e l’occupazione in un settore che, a Reggio Emilia e provincia, pesa molto e non solo sulla bilancia.

A Reggio Emilia al terzo trimestre 2017 le imprese artigiane del comparto sono 940, un numero leggermente in calo rispetto all’anno precedente (-0,7%). «Questo dato – afferma il presidente Lapam Alimentazione, Francesco Caselli – conferma le difficoltà dei piccoli produttori, costretti a fare i conti con un mercato molto competitivo e con un sistema distributivo un po’ caotico. Nonostante questo non mancano segnali positivi, come il robusto aumento nell’ultimo anno nell’export dei dolci da ricorrenza (+ 5,8%) a livello nazionale, dato che fa da traino anche ad altri prodotti tipici delle festività alcuni dei quali prodotti nel nostro territorio».

Reggio Emilia, poi, si conferma realtà ricchissima di prodotti a Denominazione di origine protetta Dop, Igp (Indicazione geografica protetta), e Stg (Specialità tradizionale garantita). Se in Italia sono 294 i prodotti di qualità per queste tipologie di riconoscimento, nella nostra provincia se ne producono ben 13. Oltre al re dei formaggi, il Parmigiano Reggiano, ci sono l’aceto balsamico tradizionale Dop e quello Igp, l’anguria reggiana, prosciutto, cotechino e zampone, pera dell’Emilia-Romagna, salame, mortadella, coppa e cacciatorino fino all’agnello dell’Italia centrale.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google