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Il leader della Lega e quella tentazione di parlare dal balcone

REGGIO EMILIA. «Adesso mi affaccio al balcone e... reggiani!». La prima non viene come avrebbe voluto. Allora la ripete una seconda volta, quasi a sbeffeggiare centri sociali, comunisti e chi lo...

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REGGIO EMILIA. «Adesso mi affaccio al balcone e... reggiani!». La prima non viene come avrebbe voluto. Allora la ripete una seconda volta, quasi a sbeffeggiare centri sociali, comunisti e chi lo accusa di vicinanze al neofascismo. Ma – implicitamente – quasi strizzando l’occhio a tutti quei movimenti di destra che stanno riemergendo sotto traccia. Il linguaggio della politica Matteo Salvini lo conosce bene. Anche quando si tratta di scherzare. Lo dimostra appena sceso dall’auto, mentre immerso nella folla di militanti cita una prima volta il gesto di mussoliniana memoria. In pochi nella confusione colgono la battuta. Allora conviene ripeterla su un miglior palcoscenico. Ed è ciò che il leader del Carroccio fa una volta salito nella sede della Lega, nuova di zecca, al quarto piano di via Turri 69. «Adesso mi affaccio al balcone e... reggiani!», ripete ironizzando alla fine del discorso. Il balcone, in realtà, non c’è. Ma applausi e risate sì. La Lega non ha scelto un luogo a caso per la nuova sede. È quella via Turri al centro di un’emergenza integrazione. Cosa fare? «Controllare il territorio e dare precedenza agli italiani – dice Salvini – In un momento di crisi economica le case popolari, i posti di lavoro che ci sono, i bonus bebè vanno prima agli italiani. Quindi senza tolleranza per tutto ciò che è degrado, clandestinità e delinquenza». Il leader del Carroccio ne ha per tutti. Per Reggio e per l’Emilia rosse: «Basta con appalti ad amici degli amici e alle cooperative rosse che sono amiche e sorelle. Deve lavorare chi merita, non solo chi ha le conoscenze giuste». I locali di via Turri 69, acquistati e rimessi a nuovo dai militanti, ospitavano un centro massaggi cinese chiuso dalle forze dell’ordine. È lo stesso stabile in cui ha sede la Cisl, punto di riferimento nel quartiere proprio sul versante dell’integrazione. E mentre i leghisti entrano nell’edificio, gruppi di extracomunitari escono dallo stabile, dopo aver ottenuto consulenze e aiuto. «Dove c’è da portare sicurezza e ascolto dei cittadini – continua Salvini – c’è la Lega. Soprattutto a Reggio ci sono spazi di libertà, sicurezza e pulizia da riconquistare. Il Pd ha dimostrato, qui da decenni e a livello nazionale da sei anni, il suo fallimento». Ma c’è possibilità di convivenza tra Lega e Cisl? E cosa pensa Salvini degli extracomunitari della zona stazione? «La convivenza con la Cisl è possibile – afferma Salvini – Con i sindacati stiamo preparando la prossima riforma del lavoro». Quanto agli extracomunitari, «i regolari sono i primi a chiedere di far pulizia. Io sono ben contento di essere in una zona così difficile». (e.spa.)

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