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Il piatto reggiano fa impazzire tutti Da nord a sud è difficile resistervi

Il piatto reggiano fa impazzire tutti Da nord a sud è difficile resistervi

REGGIO EMILIA. L’atmosfera che si respira tra le vie del centro storico di Reggio Emilia è calda ed avvolgente nell’attesa delle festività.Luci di Natale, negozi aperti e gente che corre per...

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REGGIO EMILIA. L’atmosfera che si respira tra le vie del centro storico di Reggio Emilia è calda ed avvolgente nell’attesa delle festività.

Luci di Natale, negozi aperti e gente che corre per acquistare gli ultimi regali.

I doni non sono però l’unico pensiero dei cittadini reggiani che affollano la città: come imbandire la tavola e soprattutto cosa cucinare sono i dubbi più frequenti.

I momenti di ritrovo tipici della tradizione reggiana sono la cena della vigilia e il pranzo di Natale soprattutto, dove tra i piatti più graditi spiccano i cappelletti, rigorosamente accompagnati da un caldo brodo di carne.

C’è chi li compra al supermercato all’ultimo minuto, c’è chi ha ereditato dai nonni o dai genitori la passione per la cucina e c’è chi affolla le botteghe di pasta fresca.

«Nella nostra famiglia non mancano mai i cappelletti – spiega il nonno Corrado Silvi – I miei nipoti ne vanno ghiotti e ogni anno, memore degli insegnamenti di mia madre, passo ore in cucina. Spero ci sia sempre un nonno o una nonna che continui la tradizione».

Fuori dai negozi di alimentari e dalle gastronomie di pasta fresca ad aspettare il proprio turno ci sono anche persone provenienti dal sud Italia.

«Veniamo da Benevento – raccontano Maristella Cavuoto e Chiara Pepe, due ventenni in visita alla città – e siamo curiose di assaporare i famosi cappelletti reggiani. Sulle nostre tavole siamo abituate a mangiare soprattutto specialità di pesce e l’immancabile cardone, un pasticcio fatto principalmente di pollo e uova. Non conosciamo molto le tradizioni culinarie di Reggio Emilia ma saremmo ben contente di introdurre qualcosa di nuovo nella nostra famiglia».

Che siano bambini o adulti alla domanda “cosa non deve mancare durante il cenone di Natale” la risposta è sempre:«I cappelletti».

Lo confermano anche i 19enni Matteo Porta e Veronica Pantaleoni: «È il nostro piatto preferito, anche se i tortelli di zucca o verdi ci piacciono molto. Per fortuna possiamo ancora assaporare i cappelletti fatti dalle nonne, che ogni anno si preparano mesi prima per accontentare tutti i membri della famiglia».

«Non sempre però c’è questa occasione – continuano i ragazzi – i nostri genitori lavorano e non hanno molto tempo da dedicare alla cucina durante l’anno, a ridosso delle festività natalizie, però, collaborano alla realizzazione del piatto reggiano».

Nemmeno i giovani hanno intenzione di rinunciare a tutto ciò: «Alcune volte chiediamo di poter partecipare alla realizzazione dei pranzi e delle cene natalizie, sperando di poter rubare qualche segreto per capire per quale motivo siano così buoni e delicati. Ci piacerebbe imparare a fare i cappelletti e mantenere la tradizione reggiana per eccellenza. Un’usanza da non perdere».

Che siano fatti a mano o acquistati, il pensiero che accomuna tutti è il desiderio di assaporare i cappelletti in brodo ancora per molti anni. (n.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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