Landi Renzo, firmato l’accordo con i sindacati
Da 79 esuberi complessivi si è passati a 53, da individuare su base volontaria La società nel prossimo biennio investirà 24,5 milioni in ricerca e sviluppo
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REGGIO EMILIA. Dopo una lunga vertenza caratterizzata da forti momenti di tensione e ventidue ore di sciopero è stata siglata, presso la sede di Unindustria di Reggio Emilia, l'ipotesi di accordo tra i rappresentanti del gruppo Landi Renzo e Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil sulla sorte delle unità produttive Landi e Aeb di Reggio Emilia e dei 79 esuberi dichiarati. Se infatti il piano industriale 2018-2022, presentato dalla ditta in settembre, prevedeva la fusione per incorporazione di Aeb in Landi e la completa esternalizzazione del polo logistico, con la conseguente determinazione di 79 esuberi complessivi, l’ipotesi di accordo siglata prevede ora una diminuzione dei numeri (si è passati a 53 esuberi) e l’individuazione di questi esclusivamente su base volontaria e incentivata.
«Siamo giunti a questo risultato grazie alla lotta dei lavoratori e ad una intensa trattativa che ha visto le Parti incontrarsi anche presso il Ministero dello sviluppo economico – fanno sapere i sindacati – il polo logistico non viene più esternalizzato e ne viene garantito il mantenimento per tutta la durata del piano industriale con il recupero di 26 esuberi. Viene inoltre aperta dall’azienda una procedura di licenziamenti collettivi, attuata esclusivamente su base volontaria e con fasce di incentivi economici che raggiungono le 16 mensilità, per un massimo di 53 dipendenti che potranno aderire». Nello specifico la nuova Landi Renzo nel prossimo biennio investirà 24,5 milioni di euro in ricerca e sviluppo, di cui circa 18,2 milioni per lo sviluppo del portafoglio prodotti (9,4 milioni nel 2018, 8,8 milioni nel 2019). Il business Oem, che rappresenta il primo equipaggiamento montato dalle case produttrici automobilistiche, beneficerà di gran parte degli investimenti (oltre 50%), dedicati principalmente allo sviluppo dell’offerta prodotti per il mercato del settore trasporto medio e pesante.
Inoltre, sono previsti investimenti nell’area di “Operations” (1,5 milioni), nel “business After Market”, cioè l’area del secondo equipaggiamento e della conversione, per un milione, e in Safe, lo stabilimento di Bologna, per cinquecento mila euro. Soddisfatta dell’accorso anche l’azienda che sottolinea: «Auspichiamo che grazie agli strumenti concordati si possano raggiungere gli obiettivi di organico previsti».
«Siamo giunti a questo risultato grazie alla lotta dei lavoratori e ad una intensa trattativa che ha visto le Parti incontrarsi anche presso il Ministero dello sviluppo economico – fanno sapere i sindacati – il polo logistico non viene più esternalizzato e ne viene garantito il mantenimento per tutta la durata del piano industriale con il recupero di 26 esuberi. Viene inoltre aperta dall’azienda una procedura di licenziamenti collettivi, attuata esclusivamente su base volontaria e con fasce di incentivi economici che raggiungono le 16 mensilità, per un massimo di 53 dipendenti che potranno aderire». Nello specifico la nuova Landi Renzo nel prossimo biennio investirà 24,5 milioni di euro in ricerca e sviluppo, di cui circa 18,2 milioni per lo sviluppo del portafoglio prodotti (9,4 milioni nel 2018, 8,8 milioni nel 2019). Il business Oem, che rappresenta il primo equipaggiamento montato dalle case produttrici automobilistiche, beneficerà di gran parte degli investimenti (oltre 50%), dedicati principalmente allo sviluppo dell’offerta prodotti per il mercato del settore trasporto medio e pesante.
Inoltre, sono previsti investimenti nell’area di “Operations” (1,5 milioni), nel “business After Market”, cioè l’area del secondo equipaggiamento e della conversione, per un milione, e in Safe, lo stabilimento di Bologna, per cinquecento mila euro. Soddisfatta dell’accorso anche l’azienda che sottolinea: «Auspichiamo che grazie agli strumenti concordati si possano raggiungere gli obiettivi di organico previsti».
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