Nasce il consorzio dell’acquedotto
Casina, eletto il direttivo chiamato a gestire il “Fontana del bosco” a Cortogno
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CASINA. Si è costituito ufficialmente nei giorni scorsi il Consorzio acquedotto rurale di Cortogno “Fontana del bosco”, con le firme di un gruppo di residenti o comunque persone legate alla frazione casinese: Angelo Ferrari, Alessandro Torri Giorgi, Antonio Canovi, Davide Costoli, Lucia Cavalca, Marco Petrillo, Caserio Domenichini e Giuseppe Stallone. Presidente è stato eletto Davide Costoli.
Cortogno ha il suo acquedotto da oltre mezzo secolo, voluto e gestito in economia dai coltivatori diretti. Negli ultimi anni la gestione era passata nelle mani di Santino Camorani, purtroppo scomparso in un incidente nel 2016.
«La comunità di Cortogno si è trovata di fronte ad interrogativi impellenti – spiega una nota del neonato consorzio – saremo in grado di continuare la gestione in economia dell’acquedotto? E in quale forma, più evoluta, potremo continuare a farlo? Le domande erano pertinenti, essendo operanti nel territorio di Reggio Emilia una multi-utility in grado di garantire servizi integrati alla casa, naturalmente al prezzo di mercato. La risposta è arrivata da una serie di consultazioni assai partecipate, sia da residenti che da non residenti: si faccia il Consorzio, come già accade in altre comunità rurali dell’Appennino, perché in questo modo ci si rende parte attiva della comunità locale».
Cortogno, al pari di molti altri borghi montani, è oggi una comunità composta da poche famiglie residenti che in estate raddoppia grazie all’arrivo dei villeggianti, quando comunque non si raggiungono le cinquanta famiglie.
«Il Consorzio ci è parsa la risposta adeguata a questa condizione – proseguono i costituenti – di borgo che prova a “resistere” allo spopolamento montano mettendo in campo nuove occasioni di aggregazione ed ora, con l’Acquedotto rurale, puntando decisamente alla rigenerazione della sua governance. Con l’acquedotto, infatti, viene centrato l’obiettivo di fornire acqua alle famiglie a costi per tutti moderati, riuscendo inoltre a intervenire in modo personalizzato presso i nuclei più fragili, notoriamente gli anziani soli, ma anche garantendo a costi sostenibili le attività agricole, vecchie o sperabilmente nuove».
Tra i sette consiglieri che compongono il direttivo del Consorzio vi sono cinque residenti e due non residenti a Cortogno. (l.t.)
Cortogno ha il suo acquedotto da oltre mezzo secolo, voluto e gestito in economia dai coltivatori diretti. Negli ultimi anni la gestione era passata nelle mani di Santino Camorani, purtroppo scomparso in un incidente nel 2016.
«La comunità di Cortogno si è trovata di fronte ad interrogativi impellenti – spiega una nota del neonato consorzio – saremo in grado di continuare la gestione in economia dell’acquedotto? E in quale forma, più evoluta, potremo continuare a farlo? Le domande erano pertinenti, essendo operanti nel territorio di Reggio Emilia una multi-utility in grado di garantire servizi integrati alla casa, naturalmente al prezzo di mercato. La risposta è arrivata da una serie di consultazioni assai partecipate, sia da residenti che da non residenti: si faccia il Consorzio, come già accade in altre comunità rurali dell’Appennino, perché in questo modo ci si rende parte attiva della comunità locale».
Cortogno, al pari di molti altri borghi montani, è oggi una comunità composta da poche famiglie residenti che in estate raddoppia grazie all’arrivo dei villeggianti, quando comunque non si raggiungono le cinquanta famiglie.
«Il Consorzio ci è parsa la risposta adeguata a questa condizione – proseguono i costituenti – di borgo che prova a “resistere” allo spopolamento montano mettendo in campo nuove occasioni di aggregazione ed ora, con l’Acquedotto rurale, puntando decisamente alla rigenerazione della sua governance. Con l’acquedotto, infatti, viene centrato l’obiettivo di fornire acqua alle famiglie a costi per tutti moderati, riuscendo inoltre a intervenire in modo personalizzato presso i nuclei più fragili, notoriamente gli anziani soli, ma anche garantendo a costi sostenibili le attività agricole, vecchie o sperabilmente nuove».
Tra i sette consiglieri che compongono il direttivo del Consorzio vi sono cinque residenti e due non residenti a Cortogno. (l.t.)
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