Rio Saliceto è no slot Il consiglio approva il nuovo regolamento
di Giuseppe Boi
Sì unanime alla norma che vieta il gioco nei luoghi sensibili Il primo cittadino potrà limitare gli orari con un’ordinanza
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RIO SALICETO. Un altro Comune reggiano dichiara guerra alle slot dopo l’inchiesta della Gazzetta di Reggio e del gruppo Gedi sulla diffusione delle slot machine e delle video lottery nel nostro territorio e nel resto d’Italia. Il consiglio comunale lunedì ha approvato all’unanimità un regolamento a contrasto e prevenzione della ludopatia. Una normativa che recepisce la legge regionale 5 del 2013 e che la amplia dando al sindaco il potere di limitare gli orari di gioco tramite ordinanza.
«Questo regolamento è frutto di un lavoro che ha coinvolto l’ufficio Commercio e tutti gli assessori al Sociale dell’Unione pianura reggiana – spiega Nicoletta Manca, assessore a Rio Saliceto –. Grazie alla Gazzetta abbiamo poi scoperto quanto il gioco d’azzardo sia diffuso in un comune piccolo come il nostro».
I dati della nostra inchiesta dicono che a Rio Saliceto, su una popolazione di 6.133 abitanti con un reddito pro-capite pari a 19.065 euro, ogni cittadino ne “spende” ben 392 nelle slot machine per un totale di 2,41 milioni di euro giocati nel solo anno 2016. Nel Comune della bassa ci sono 18 macchinette pari a 2,9 ogni mille abitanti. Le slot sono in calo del 35,7% rispetto al 2015 ma le giocate aumentano del 3,3%.
«La nostra è una scelta politica forte e precisa a contrasto del fenomeno della ludopatia che genera ripercussioni negative in ambito sociale, sanitario ed economico – spiega l’assessore –. Recependo la legge regionale, dopo aver mappato i luoghi sensibili (scuole, chiese, centri aggregativi, impianti sportivi, strutture socio sanitarie ed altri, ndr). Entro i 500 metri da questi punti non potranno aprire nuove sale e non saranno rinnovate le concessioni per chi ha già le slot».
La normativa di Rio Saliceto va però oltre: «Il sindaco potrà tramite un’ordinanza limitare il gioco con orari stabiliti», conferma la Manca. Una misura che potrebbe da subito avere un effetto concreto sul gioco d’azzardo in paese. Le concessioni già attive, anche entro i 500 metri dai luoghi sensibili, restano infatti attive. Considerando che hanno una durata di 5-6 anni, potrebbero essere necessari diversi mesi, se non anni, prima che si possano raggiungere dei risultati concreti. Una scelta che fa rischiare all’amministrazione potenziali querelle legali coi commercianti. «Noi crediamo di essere nel giusto e anche la giurisprudenza negli ultimi anni sta dando ragione ai Comuni», conclude l’assessore Manca.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Questo regolamento è frutto di un lavoro che ha coinvolto l’ufficio Commercio e tutti gli assessori al Sociale dell’Unione pianura reggiana – spiega Nicoletta Manca, assessore a Rio Saliceto –. Grazie alla Gazzetta abbiamo poi scoperto quanto il gioco d’azzardo sia diffuso in un comune piccolo come il nostro».
I dati della nostra inchiesta dicono che a Rio Saliceto, su una popolazione di 6.133 abitanti con un reddito pro-capite pari a 19.065 euro, ogni cittadino ne “spende” ben 392 nelle slot machine per un totale di 2,41 milioni di euro giocati nel solo anno 2016. Nel Comune della bassa ci sono 18 macchinette pari a 2,9 ogni mille abitanti. Le slot sono in calo del 35,7% rispetto al 2015 ma le giocate aumentano del 3,3%.
«La nostra è una scelta politica forte e precisa a contrasto del fenomeno della ludopatia che genera ripercussioni negative in ambito sociale, sanitario ed economico – spiega l’assessore –. Recependo la legge regionale, dopo aver mappato i luoghi sensibili (scuole, chiese, centri aggregativi, impianti sportivi, strutture socio sanitarie ed altri, ndr). Entro i 500 metri da questi punti non potranno aprire nuove sale e non saranno rinnovate le concessioni per chi ha già le slot».
La normativa di Rio Saliceto va però oltre: «Il sindaco potrà tramite un’ordinanza limitare il gioco con orari stabiliti», conferma la Manca. Una misura che potrebbe da subito avere un effetto concreto sul gioco d’azzardo in paese. Le concessioni già attive, anche entro i 500 metri dai luoghi sensibili, restano infatti attive. Considerando che hanno una durata di 5-6 anni, potrebbero essere necessari diversi mesi, se non anni, prima che si possano raggiungere dei risultati concreti. Una scelta che fa rischiare all’amministrazione potenziali querelle legali coi commercianti. «Noi crediamo di essere nel giusto e anche la giurisprudenza negli ultimi anni sta dando ragione ai Comuni», conclude l’assessore Manca.
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