Ecco come può riceverlo chi ne ha diritto
L’accesso ai contributi deve essere accompagnato da un progetto d’inserimento lavorativo
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA . Il reddito di solidarietà (Res) è stato voluto dalla Regione per soccorrere i cittadini più poveri che però non hanno i requisiti per ricevere dallo Stato il Sostegno per l’inclusione attiva (Sia). Il Sia, infatti, è riservato alle famiglie bisognose con almeno un minore o un figlio adulto disabile oppure con una donna in stato di gravidanza accertata. In Emilia Romagna, come nelle altre regioni del Centro-Nord, la povertà ha caratteristiche diverse. Colpisce più spesso le persone sole e anziane. Perciò del Sia beneficia prevalentemente il Meridione. Il Res, invece, è destinato a una platea di potenziali fruitori più ampia, formata dalle famiglie o dai single che non superano il reddito Isee di tremila euro all’anno e risiedono nel territorio regionale da almeno due anni.
Un’altra differenza è l'intenzione di favorire il riscatto dei beneficiari e il loro impegno in un'attività redditizia. L’accesso al Res, infatti, deve essere accompagnato da un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo concordato e sottoscritto dai componenti maggiorenni del nucleo familiare, dal referente del Servizio sociale territoriale del Comune competente e dal Centro per l’impiego, in caso di proposte per l’inserimento lavorativo.
Il contributo economico, cioè, viene concesso a condizione che si dimostri la volontà di impegnarsi per fare a meno dell'assistenza pubblica. Possono richiederlo le famiglie con almeno un componente residente in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi e con Isee non superiore a tremila euro. Se vi si aggiungono pensioni, sussidi di accompagnamento e altri trattamenti previdenziali o assistenziali, il loro valore complessivo deve essere inferiore a 600 euro mensili nel mese antecedente la richiesta. Il Res non può essere concesso a chi percepisce il Sia, la Naspi, l'assegno di disoccupazione o un altro ammortizzatore sociale. Il suo ammontare varia dagli 80 euro mensili per i single ai 400 per i nuclei formati da cinque o più persone. L'elargizione non può superare la durata di 12 mesi. La domanda potrà essere ripetuta dopo altri sei mesi. (l.s.)
Un’altra differenza è l'intenzione di favorire il riscatto dei beneficiari e il loro impegno in un'attività redditizia. L’accesso al Res, infatti, deve essere accompagnato da un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo concordato e sottoscritto dai componenti maggiorenni del nucleo familiare, dal referente del Servizio sociale territoriale del Comune competente e dal Centro per l’impiego, in caso di proposte per l’inserimento lavorativo.
Il contributo economico, cioè, viene concesso a condizione che si dimostri la volontà di impegnarsi per fare a meno dell'assistenza pubblica. Possono richiederlo le famiglie con almeno un componente residente in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi e con Isee non superiore a tremila euro. Se vi si aggiungono pensioni, sussidi di accompagnamento e altri trattamenti previdenziali o assistenziali, il loro valore complessivo deve essere inferiore a 600 euro mensili nel mese antecedente la richiesta. Il Res non può essere concesso a chi percepisce il Sia, la Naspi, l'assegno di disoccupazione o un altro ammortizzatore sociale. Il suo ammontare varia dagli 80 euro mensili per i single ai 400 per i nuclei formati da cinque o più persone. L'elargizione non può superare la durata di 12 mesi. La domanda potrà essere ripetuta dopo altri sei mesi. (l.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
