Gazzetta di Reggio

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Rodari, il Consiglio boccia il referendum

di Ambra Prati

Cavriago: battaglia sul futuro della scuola. Il comitato di cittadini vuole un edificio nuovo e dice: «Faremo la consultazione»

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CAVRIAGO. «Il quesito non rispetta i criteri contabili per la realizzazione dell’opera», afferma il sindaco Paolo Burani. «Noi continueremo la nostra battaglia e a breve inizieremo la raccolta firme», replica il Comitato Scuola. È ancora muro contro muro, a Cavriago, per l’annosa questione del futuro della scuola elementare Rodari: secondo la giunta il progetto giusto è la ristrutturazione, mentre il comitato vorrebbe una media nuova di zecca, e perciò chiede il referendum.

Ieri sera il consiglio comunale di Cavriago si è espresso con un ordine del giorno suppletivo, bocciando l’ipotesi referendum. Il comitato è nato 7-8 anni fa dalle ceneri del Forum Scuola. Si tratta di un comitato trasversale, del quale fanno parte genitori, cittadini e i consiglieri di opposizione di tutti e tre gli schieramenti (M5S, Cavriago Città Aperta e Futuro per Cavriago), che da anni si battono per la costruzione ex novo di un edificio per le medie (attualmente in via del Cristo) e per l’accorpamento delle elementari dei due plessi Rodari e De Amicis.

Il 15 dicembre il Comitato dei garanti ha valutato ammissibile il testo del referendum (esprimendosi solo sulla ricevibilità e sulle ammissibilità formali) e ha rimandato al consiglio comunale le valutazioni sulla concreta fattibilità dell’opera.

A questo punto il sindaco è corso ai ripari: «Come si legge nell’articolo 52 dello Statuto dei Referendum, se un referendum può produrre danni economici, patrimoniali od erariali in capo all’ente, il sindaco può convocare tempestivamente il consiglio comunale per deliberare di non sospendere l’efficacia del provvedimento o dell’atto o della materia oggetto di quesito referendario».

Ieri sera l’ordine del giorno è stato votato dalla maggioranza, contrari Liusca Boni e Sara Iotti di Cavriago Città Aperta, assenti Tommaso Cavezza e Natascia Cersosimo, altri consiglieri di opposizione. «Gli importi per i due interventi – dicono dalla maggioranza – sarebbero 3.872.000 euro per la nuova media (2.200 metri quadri); 3.000.000 euro per la ristrutturazione della Rodari (1.900 metri quadri) più 300.000 euro per il noleggio delle strutture temporanee necessarie per ospitare gli studenti nel corso dei lavori. I fondi sarebbero coperti dall’alienazione dei diritti edificatori di proprietà dell’Azienda speciale, dalla vendita delle azioni Iren di proprietà del Comune attualmente cedibili e dagli oneri di urbanizzazioni delle prossime due annualità». Un piano finanziario che non sta in piedi, secondo la giunta. Il sindaco Burani ha concluso con un appello al comitato: «Se il comitato va avanti su questa strada, ciò comporterà un danno doppio per la comunità. Non c’è la copertura finanziaria per realizzare una nuova scuola, perciò l’amministrazione non può iniziare un’opera senza copertura. Sarebbe un atto illegittimo. Oltretutto, un eventuale referendum tarderebbe l’inizio dei lavori di messa in sicurezza della scuola Rodari, lavori prioritari che ora, dopo l’escussione della fideiussione nei confronti di Cariparma di 3 milioni un mese fa, siamo in grado di iniziare».

«Che un sindaco consideri una consultazione inutile, illegittima e dannosa è politicamente incredibile – replica il Comitato Scuola cavriaghese –. Il sindaco non ha nessuna facoltà di impedire il referendum. Il sindaco dovrebbe prendere atto che c’è una consistente fetta di cavriaghesi che la pensano in modo diverso».

La mancanza di copertura finanziaria, secondo il Comitato, è «una inesattezza, una incompleta verità. Cavriago ha un regolamento comunale sui quesiti referendari molto stringente: noi potevamo inserire solo le fonti ammissibili, che non corrispondono a quelle reali. Se l’amministrazione volesse, potrebbe benissimo contrarre un mutuo, per coprire quegli 800mila euro in più rispetto ai 3 milioni di ristrutturazione».

Il Comitato andrà avanti. «Abbiamo già portato in municipio i moduli, non appena ci saranno restituiti vidimati inizieremo la raccolta firme: abbiamo due mesi di tempo per raccogliere oltre 700 firme pro referendum».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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