Spaccio fra amici, 18enne patteggia
Fabbrico: un anno allo studente trovato in possesso di hascisc e marijuana
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FABBRICO. Ha patteggiato – ieri – un anno di reclusione lo studente 18enne finito nei guai l’11 novembre scorso perché trovato in possesso di marijuana e hascisc. Il giovane, incensurato, è stato difeso dall’avvocato Lalla Gherpelli.
I carabinieri di Fabbrico, assieme ai colleghi di Novellara e al cane Geko delle Unità cinofile di Bologna, si erano presentati – il mese scorso – a casa dello studente per un controllo.
Un blitz giunto a conclusione di una rapida attività d’indagine. La perquisizione, autorizzata dalla procura, aveva portato alla scoperta in camera da letto e in cucina di una ottantina di grammi tra marijuana e hascisc.
Il fiuto del cane era stato importante per accorciare i tempi. Il quantitativo di droga e gli elementi raccolti in precedenza hanno portato i militari a formalizzare nei confronti del 18enne l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.
Nell’udienza di convalida dell’arresto lo studente era apparso molto scosso per quanto accaduto, aveva pianto, ammettendo l’errore e fornendo una spiegazione.
Aveva negato di aver gestito un’attività di spaccio di droga, pur confessando di aver ceduto qualche dose agli amici (come spesso fanno i consumatori).
L’uso personale naturalmente non è reato, mentre la cessione di droga sì.
Al giudice Alessandra Cardarelli lo studente ha detto che in futuro non ripeterà questo comportamento. Ora il patteggiamento della pena in tribunale a Reggio Emilia.
I carabinieri di Fabbrico, assieme ai colleghi di Novellara e al cane Geko delle Unità cinofile di Bologna, si erano presentati – il mese scorso – a casa dello studente per un controllo.
Un blitz giunto a conclusione di una rapida attività d’indagine. La perquisizione, autorizzata dalla procura, aveva portato alla scoperta in camera da letto e in cucina di una ottantina di grammi tra marijuana e hascisc.
Il fiuto del cane era stato importante per accorciare i tempi. Il quantitativo di droga e gli elementi raccolti in precedenza hanno portato i militari a formalizzare nei confronti del 18enne l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.
Nell’udienza di convalida dell’arresto lo studente era apparso molto scosso per quanto accaduto, aveva pianto, ammettendo l’errore e fornendo una spiegazione.
Aveva negato di aver gestito un’attività di spaccio di droga, pur confessando di aver ceduto qualche dose agli amici (come spesso fanno i consumatori).
L’uso personale naturalmente non è reato, mentre la cessione di droga sì.
Al giudice Alessandra Cardarelli lo studente ha detto che in futuro non ripeterà questo comportamento. Ora il patteggiamento della pena in tribunale a Reggio Emilia.
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