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«Dopo l’auto bruciata siamo terrorizzati»

«Dopo l’auto bruciata siamo terrorizzati»

Parlano i proprietari della Lancia Y distrutta in via Respighi

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REGGIO EMILIA. «Siamo molto spaventati e abbiamo paura. Non ci sappiamo spiegare il perché di questo gesto. Come abbiamo detto anche alla polizia non abbiamo ricevuto alcuna minaccia, o pressione. Non abbiamo avuto screzi con nessuno. Chi può aver voluto fare una cosa del genere?...».

A parlare, con comprensibile prudenza e timore («Sono in atto gli accertamenti della polizia, aspettiamo fiduciosi l’esito delle indagini e non vogliamo dire di più...») è Carolina, la moglie di Ernesto Pagano, l’uomo di 45 anni proprietario dell’auto data alle fiamme la notte tra mercoledì e giovedì in via Respighi.

A dare credito alle sue parole, sul fatto che la sua sia una famiglia senza segreti, ci sono anche le testimonianze dei vicini che parlano dei Pagano come di persone tranquille. L’uomo è un operaio incensurato che lavora a Cavriago, ma che abita da molti anni in quella strada con la moglie e il figlio.

Il giorno dopo sono anche le parole di Carolina però a dare certezza all’origine dolosa dell’incendio che ha distrutto la macchina, una Lancia Y vecchio modello, del marito.

«L’auto è da buttare – ha confermato anche il figlio al telefono – Stiamo usando quella dei nonni ma penso che i miei valuteranno presto di comprarne un’altra. Io stavo dormendo e non so cosa sia successo. Ci hanno avvisato subito i vicini di casa».

Ora a indagare sull’episodio, l’ennesimo incendio doloso che si consuma nella nostra città – ma che a differenza di altri casi non risulta all’attenzione dell’Antimafia – sono gli agenti della squadra mobile coordinati dal sostituto procuratore Giacomo Forte. Al vaglio alcune testimonianze e le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Qualcuno, nell’immediatezza del fatto, ha raccontato di avere visto un ragazzo con il cappello calato sul volto che si allontanava in fretta dalla zona dove l’auto è stata data alle fiamme. «Ma chi sia proprio non lo sappiamo – dicono i Pagano – Non sembra trattarsi di qualcuno della zona. E comunque potrebbe essersi allontanato semplicemente perché spaventato dall’incendio».

Le fiamme sono divampate altissime e solo per poco non hanno creato ulteriori danni. L’incendio ha provocato un boato assordante svegliando, nel cuore della notte, i residenti che hanno dovuto assistere impotenti allo “spettacolo”.

La macchina, completamente avvolta dalle fiamme, si è anche mossa, a passo d’uomo, lungo la strada. A quell’ora, nella stradina, regnava il silenzio assoluto. I residenti che abitano nelle piccole palazzine, per lo più anziani o coppie con bambini, erano già andati a letto da ore. Poi, all’improvviso, il buio invernale si è colorato di un’intensa luce rossastra: la macchina dell’operaio ha cominciato a bruciare. Nessuno però si è accorto di quanto successo finché il fuoco non ha provocato un forte boato, sentito a diversi isolati di distanza.

Tra i residenti che si sono affacciati alla finestra spaventati c’era anche il proprietario di un’altra auto che non è stata coinvolta dall’incendio solo grazie alla prontezza del suo proprietario.

«Appena ho sentito quel rumore – ha spiegato – ho subito pensato a un terremoto e ho gridato a mia moglie e ai miei figli di andarsi a riparare. Poi mi sono affacciato e ho visto l’auto in fiamme che, lentamente, avanzava lungo la strada costeggiando la recinzione di casa. Il fuoco deve aver rotto il freno a mano. L’auto stava avanzando verso la mia, parcheggiata pochi metri dopo. Ho fatto appena in tempo a spostarla, prima che il fuoco la intaccasse».

Anche i citofoni della palazzina abitata dai Pagano sono rimasti completamente sciolti dal fuoco.

In via Respighi sono arrivati in pochi minuti i vigili del fuoco che poi hanno spento l’incendio e messo in sicurezza la strada. La loro relazione sull’accaduto è già al vaglio degli inquirenti.

Con il passare delle ore, dopo le verifiche sulla carcassa dell’auto e ulteriori riscontri in sede di indagine, l’ipotesi del dolo ha preso sempre più concretezza.

Aumentando comprensibilmente il timore tra i residenti della zona di via Respighi – siamo nel quartiere di Regina Pacis. E ad avere paura sono soprattutto i Pagano. (m.f.)



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