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Ecco il decalogo contro le scritte

Ecco il decalogo contro le scritte

Diffuso un regolamento per contrastare gli imbrattamenti Fra i punti anche le norme per ottenere i risarcimenti danni

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REGGIO EMILIA . «Il graffito non è un’opera d’arte, ma rappresenta una lesione all’estetica delle nostre città». Il tono è imperioso sin dal primo articolo. La guerra ai graffiti sembra destinata ad essere combattuta a tutto campo: 10 articoli, che vanno dalle sanzioni fino ai risarcimenti danni, passando per consigli e avvertimenti ai proprietari degli immobili. È il contenuto del decalogo presentato da Confedilizia contro graffiti e street art. Ecco i dieci punti.

DECORO URBANO. «Muri devastati da scritte, monumenti pubblici danneggiati da vandali, arredi comunali mal ridotti trasformano in modo negativo l’aspetto urbano, imbrattando, deprimendo e deprezzando l’intera zona interessata da questo fenomeno. Il decoro urbano è un bene di tutti». Questo è ciò che recita il primo articolo, riferendosi alla consapevolezza che vivere nel degrado aumenta anche la criminalità.

PITTURA MURALE. «La pittura murale è tutt’altra cosa dalle scritte che vandalizzano le nostre città. Tuttavia, anche i graffiti, se realizzati nel pieno rispetto dei diritti di tutti gli altri soggetti coinvolti, possono rappresentare un valore aggiunto per la nostra società». Nel decalogo si fa riferimento alla cittadina calabra di Diamante, «nota per i murales che adornano le sue case». È questo per gli autori del decalogo «l’esempio felice da seguire».

TAG e WRITER. Termini tecnici, spiegati alla cittadinanza: «Il writer (parola inglese che sta ad indicare l’autore del graffito) spesse volte si contraddistingue con un tag, cioè una sigla che lo identifica. Tale sigla può essere nota alle forze di polizia locale, che possono conoscere bene il soggetto che vi si nasconde dietro e rintracciarlo con facilità (o comunque disporre indagini, sulla base di questi elementi di identificazione)».

DETURPARE È REATO. Il concetto è espresso in modo chiaro. È quanto scritto in maniera diffusa nell’articolo 4 del decalogo: «Eseguire graffiti su beni immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati è punibile con la reclusione da uno a sei mesi o con la multa da 300 a 1.000 euro, da tre mesi a un anno o con la multa da 1.000 a 3.000 euro se il fatto è commesso su beni di interesse storico o artistico». Non solo. Nell’articolo sono citati anche i casi che, secondo la legge, prevedono la reclusione da sei mesi a tre anni in caso di danneggiamento permanente di un bene mobile o immobile.

AZIONI DETERRENTI. «Cancellare subito i graffiti è un’azione deterrente nei confronti degli autori (comunemente identificati in esibizionisti) e quindi conviene attivarsi immediatamente per cancellare le scritte, con gli accorgimenti che seguono. È provato che l’immediata cancellazione produce l’effetto che i graffitari si astengano dal deturpamento che non risulta più per loro di alcun interesse».

DOVERI DEI PROPRIETARI. «Il proprietario dello stabile, secondo alcuni regolamenti di polizia urbana, è ritenuto responsabile del decoro delle facciate che si trovano sulla pubblica via ed è perciò tenuto a curarne la manutenzione ed eliminare eventuali disegni vandalici».

FARE DENUNCIA. «Prima di eliminare il graffito, conviene fotografarlo e avvertire con una denuncia/querela circostanziata l’autorità locale di pubblica sicurezza, chiedendo che il colpevole (anche se ignoto) venga individuato e punito, con riserva di costituirsi parte civile per il risarcimento del danno subito».

COME ESSERE RISARCITI. «Una volta individuati gli autori, si può agire legalmente nei loro confronti per il risarcimento del danno patito (se il colpevole è un minorenne, ne risponderanno coloro che ne hanno la responsabilità)».

VERNICI AD HOC. «Esistono in commercio vernici antigraffiti come forma di trattamento protettivo incolore per evitare che lo spray penetri ed evitare danni irreversibili alla superficie».

COME PROTEGGERSI. L’ultimo articolo recita: «Far eseguire sulla saracinesca del proprio negozio o garage (immobili di proprietà) un bel murale potrebbe scoraggiare i “colleghi” writers a rovinare il lavoro già eseguito da altri».



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