Pochi fondi, senza borsa 695 studenti
di Carlotta Curti
Allarme dell’Unione Universitaria Reggio Emilia: «Sono idonei ma non ne beneficeranno». All’appello mancano 1,5 milioni
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REGGIO EMILIA. Sono 695 gli studenti dell’Unimore che, pur avendone diritto, non potranno beneficiare di borse di studio. È quanto segnalato dall’Unione Universitaria Modena-Reggio Emilia, secondo la quale il 18 dicembre scorso si è toccato uno dei punti più bassi del diritto allo studio universitario in Emilia Romagna. Stando a quanto riferito, sono 695 gli iscritti dall’Università di Modena e Reggio Emilia che rimarrebbero senza borsa di studio per l’anno 2017/2018, nonostante risultino pienamente idonei.
Sono gli stessi studenti a indicare i numeri del fenomeno: su un totale di 3.568 aventi diritto alla borsa, 695 rimarrebbero scoperti, mancando 1.546.250,60 euro per coprirne le spese. Per quanto riguarda l’intera regione, su un totale di 21.258 studenti risultanti idonei, il numero dei non assegnatari è pari a 3.147, mancando dunque a bilancio 8.573.075,23 euro.
A questo punto si è fatta sentire la voce dell’Unione Universitaria (Udu), secondo cui «le borse di studio devono essere erogate al 100% degli studenti idonei». E ne approfitta per lanciare un appello al Governo Gentiloni chiedendo di porre subito rimedio a questa situazione e di considerare il diritto allo studio come priorità del nostro Paese, affermando anche che «qualsiasi soluzione di ripiego proposta per noi è irricevibile, in quanto costituirebbe un pericoloso precedente». Dal sindacato studentesco aggiungono: «In un Paese in cui i laureati sono sempre meno, la disoccupazione giovanile rimane ancora troppo alta e tanti giovani non hanno l’opportunità di studiare, le istituzioni non possono rimanere indietro e noi ci impegneremo in tutti i luoghi affinché ciò non accada».
In queste ore l’Unimore si starebbe muovendo per sistemare la questione. E il rettore si sarebbe rivolto alla Regione, che a sua volta avrebbe chiesto aiuto al Ministero. Nei giorni scorsi infatti Patrizio Bianchi, assessore regionale all’Università, ha scritto una lettera alla ministra Fedeli chiedendole di discutere il tema durante la Conferenza delle Regioni (tenutasi giovedì scorso): «Il Ministero deve provvedere al riparto tenendo conto dei fabbisogni effettivi e non del dato storico». Un nodo difficile da risolvere per l’Emilia-Romagna, che comunque è la regione che eroga il maggior numero di borse di studio, con 20.950 studenti che hanno avuto il beneficio nell’ultimo anno. Negli ultimi anni la Regione ha incrementato lo stanziamento dai 69 milioni dell’anno accademico 2012-2013 agli 80, 8 milioni del 2016-2017. Entro dicembre Ergo, l’azienda regionale per il diritto allo studio, pagherà la borsa all’85,2% agli universitari che ne hanno diritto. Agli idonei non assegnatari sarà garantita invece la gratuità dell’alloggio e della mensa. È previsto infine un incontro per l’8 gennaio tra l’assessore Bianchi e i rettori dell’Emilia Romagna, nel quale ci si augura che venga stabilita una soluzione immediata affinché i diritti degli studenti non vengano calpestati.
Sono gli stessi studenti a indicare i numeri del fenomeno: su un totale di 3.568 aventi diritto alla borsa, 695 rimarrebbero scoperti, mancando 1.546.250,60 euro per coprirne le spese. Per quanto riguarda l’intera regione, su un totale di 21.258 studenti risultanti idonei, il numero dei non assegnatari è pari a 3.147, mancando dunque a bilancio 8.573.075,23 euro.
A questo punto si è fatta sentire la voce dell’Unione Universitaria (Udu), secondo cui «le borse di studio devono essere erogate al 100% degli studenti idonei». E ne approfitta per lanciare un appello al Governo Gentiloni chiedendo di porre subito rimedio a questa situazione e di considerare il diritto allo studio come priorità del nostro Paese, affermando anche che «qualsiasi soluzione di ripiego proposta per noi è irricevibile, in quanto costituirebbe un pericoloso precedente». Dal sindacato studentesco aggiungono: «In un Paese in cui i laureati sono sempre meno, la disoccupazione giovanile rimane ancora troppo alta e tanti giovani non hanno l’opportunità di studiare, le istituzioni non possono rimanere indietro e noi ci impegneremo in tutti i luoghi affinché ciò non accada».
In queste ore l’Unimore si starebbe muovendo per sistemare la questione. E il rettore si sarebbe rivolto alla Regione, che a sua volta avrebbe chiesto aiuto al Ministero. Nei giorni scorsi infatti Patrizio Bianchi, assessore regionale all’Università, ha scritto una lettera alla ministra Fedeli chiedendole di discutere il tema durante la Conferenza delle Regioni (tenutasi giovedì scorso): «Il Ministero deve provvedere al riparto tenendo conto dei fabbisogni effettivi e non del dato storico». Un nodo difficile da risolvere per l’Emilia-Romagna, che comunque è la regione che eroga il maggior numero di borse di studio, con 20.950 studenti che hanno avuto il beneficio nell’ultimo anno. Negli ultimi anni la Regione ha incrementato lo stanziamento dai 69 milioni dell’anno accademico 2012-2013 agli 80, 8 milioni del 2016-2017. Entro dicembre Ergo, l’azienda regionale per il diritto allo studio, pagherà la borsa all’85,2% agli universitari che ne hanno diritto. Agli idonei non assegnatari sarà garantita invece la gratuità dell’alloggio e della mensa. È previsto infine un incontro per l’8 gennaio tra l’assessore Bianchi e i rettori dell’Emilia Romagna, nel quale ci si augura che venga stabilita una soluzione immediata affinché i diritti degli studenti non vengano calpestati.
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