san polo
Ruba e picchia un carabiniere il 36enne patteggia due anni
SAN POLO. Il 15 maggio scorso il 36enne Domenico Vitale aggredì i carabinieri dopo aver tentato un furto al supermercato Conad.I dipendenti del supermercato si accorsero che quell’uomo aveva nascosto...
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SAN POLO. Il 15 maggio scorso il 36enne Domenico Vitale aggredì i carabinieri dopo aver tentato un furto al supermercato Conad.
I dipendenti del supermercato si accorsero che quell’uomo aveva nascosto generi alimentari nella tracolla prima di passare alle casse senza pagare. Una volta sorpreso, Vitale aveva poi minacciato i presenti che stavano già chiamando i carabinieri. Portato in caserma e denunciato (le telecamere di videosorveglianza avevano documentato il suo tentativo di furto) aveva nuovamente inveito contro i militari dell'Arma che lo stavano controllando mentre intendeva raggiungere la sua auto. Il 36enne ne aggredì uno dei militari e venne quindi arrestato. Da qui una serie di accuse: rapina impropria, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. A circa sette mesi dalla vicenda, Vitale ha patteggiato due anni di reclusione. La pena – comunque sospesa – è stata “concordata” dall’avvocato difensore Massimo Covi con il pm Giacomo Forte (titolare delle indagini) ed ora è stata avallata in tribunale a Reggio Emilia dal gup Giovanni Ghini.
I dipendenti del supermercato si accorsero che quell’uomo aveva nascosto generi alimentari nella tracolla prima di passare alle casse senza pagare. Una volta sorpreso, Vitale aveva poi minacciato i presenti che stavano già chiamando i carabinieri. Portato in caserma e denunciato (le telecamere di videosorveglianza avevano documentato il suo tentativo di furto) aveva nuovamente inveito contro i militari dell'Arma che lo stavano controllando mentre intendeva raggiungere la sua auto. Il 36enne ne aggredì uno dei militari e venne quindi arrestato. Da qui una serie di accuse: rapina impropria, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. A circa sette mesi dalla vicenda, Vitale ha patteggiato due anni di reclusione. La pena – comunque sospesa – è stata “concordata” dall’avvocato difensore Massimo Covi con il pm Giacomo Forte (titolare delle indagini) ed ora è stata avallata in tribunale a Reggio Emilia dal gup Giovanni Ghini.
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