«Troppe rapine, adesso abbiamo paura»
I commercianti sul piede di guerra dopo l’aggressione alla titolare della merceria. L’amministratore: «Ci vuole tempo...»
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16270627:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/instant-articles/al-lavoro-dopo-la-rapina-sono-molto-spaventata-ma-devo-andare-avanti/87677/88137]]
REGGIO EMILIA. Che l’aria sia tesa, al centro Nova di via Tirelli è evidente fin dai primi passi, varcata la soglia: una porta automatica a due ante scorrevoli.
Dentro la galleria rimbombano le voci animate di chi parla: è il vivace faccia a faccia che si sta consumando tra alcuni commercianti e l’amministratore dello stabile, Salvatore Montanino. I titolari degli esercizi che si trovano all’interno della galleria sono molto preoccupati e chiedono «subito» le telecamere e sistemi di sicurezza per il centro commerciale.
È il giorno dopo la rapina ai danni della commerciante Laura Stoppani, titolare di uno dei negozi presenti nel centro commerciale – la merceria “Cortesia” – ferita, giovedì sera poco prima della chiusura, da un malvivente che l’ha colpita alla testa con il calcio di una pistola: per quell’aggressione la donna, che ieri, nonostante lo shock, era ugualmente al lavoro in negozio, ha rimediato ben cinque punti di sutura, oltre al terrore che non la lascerà ancora per molto tempo.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.16270577:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2017/12/22/fotogalleria/il-giorno-dopo-rapina-al-centronova-1.16270577]]
«I vetri scorrevoli dell’ingresso non sono neppure a norma», spiega poi Montanino, titolare dell’Aemmedue studio amministrazioni immobiliari. Con lui sta discutendo animatamente Carlo Fiumicino, fratello di Elena Santanastaso titolare della tabaccheria CenterNova, anch’essa più volte presa di mira dai malviventi.
Fiumicino viene raggiunto anche dalla madre Ernestina Santaniello. Assiste avvilita alla discussione anche, Claudia Gilioli, titolare della ferramenta. «Vogliamo le telecamere: immediatamente», sbotta Fiumicino.
L’amministratore spiega poi: «A settembre l’assemblea condominiale ha deliberato sia l’installazione delle telecamere sia il rifacimento dell’ingresso con porte di sicurezza».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16266428:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2017/12/21/news/reggio-emilia-rapinatore-la-ferisce-alla-testa-con-la-pistola-1.16266428]]
Dove sta il problema è presto detto. «Purtroppo il centro commerciale – dice Montanino – ha subìto il fallimento dell’hotel (oggi aperto con una nuova gestione, ndr) che ci ha privato per dieci anni dei fondi per fare qualsiasi cosa: uno scherzetto del valore di decine di migliaia di euro. Ci stiamo rimettendo in piedi adesso. Ma, secondo la legge, devo prima raccogliere i fondi poi ordinare i lavori. Dunque, stavo spiegando ai commercianti che, con i soldi a disposizione, possiamo pensare entro fine anno di riuscire a fare montare le porte. Ma le telecamere no. Con quelle si va al nuovo anno. Ci vuole tempo per il materiale e per gli operai. Del resto sono cifre importanti. Parliamo di 10mila euro per le porte e 5/6mila euro per le telecamere».
«Capiamo gli sforzi dell’amministratore a fare quadrare i conti – ribatte Fiumicino – Ma qui non se ne può più. Ci sentiamo alla mercé dei balordi e quanto siamo esposti lo dimostra l’ultimo gravissimo episodio. Di furti e rapine ne abbiamo già subiti diversi sia noi della tabaccheria, sia la farmacia. Alla merceria non erano ancora arrivati. Ieri invece è stato scelto proprio quell’esercizio, perché era il bersaglio più facile, seppure forse meno “remunerativo”».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16270641:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/reggio-emilia-rapina-al-nova-di-sesso-il-racconto-dell-amica/87632/88092]]
E del resto che non bastino neppure i sistemi di allarme interni alle singole attività lo spiega la Santaniello, che con la figlia Elena lavora nella tabaccheria. «Io stessa sono stata aggredita appena fuori dal negozio – dice – Quella volta non si sono fatti intimorire neppure dall’arrivo dei carabinieri, dopo che erano scattati gli allarmi sia nostro che di altre attività. Il malvivente si è nascosto vicino alle auto e ha atteso che uscissi per derubarmi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
