Vuole entrare in tribunale col coltello
Denunciata una donna di 37 anni che fa scattare l’allarme dei metal detector: «Non ricordavo di averlo ancora in borsa»
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REGGIO EMILIA . «Non ricordavo di averlo nella borsa». È questa la giustificazione addotta da una donna di 37 anni finita nei guai dopo aver tentato di entrare in tribunale armata di un coltello.
La signora è stata fermata all’ingresso del palazzo di giustizia di via Paterlini dagli addetti al controllo ai metal detector, installati ormai da dieci anni all’entrata proprio per evitare che si ripetano tragedie come quella accaduta nell’ottobre 2007 quando nei corridoi del tribunale si compì una strage: un uomo uccise in aula la moglie e il cognato prima di essere freddato dalla polizia.
Al passaggio della donna ai tornelli con i metal detector il sistema di allarme è scattato. Il personale addetto ai controlli ha poi capito di cosa si trattava. Ha invitato la donna a mostrare il contenuto della borsa e a svuotare le tasche della giacca.
È stato così che dalla borsetta della 37enne è saltato fuori un coltello lungo 25 centimetri, di cui 15 centimetri di lama. A quella vista la donna ha cercato subito di giustificarsi. Ma le sue parole sono parse quantomeno strane. Ha sostenuto infatti di stare recandosi in tribunale per adempiere a delle proprie incombenze private e di non ricordarsi affatto di avere con sé il coltello.
Dopo la scoperta dell’arma in tribunale sono subito intervenuti anche i carabinieri della stazione di Reggio Emilia Santa Croce.
E alla fine la donna è stata denunciata per porto abusivo d’arma. La 37enne è una cittadina moldava abitante in città. Il fatto è successo giovedì mattina, poco dopo le 11. La donna, come tutti i visitatori del tribunale, per entrare è passata ai tornelli con i metal detector e subito il sistema di allarme è scattato.
«Scusate – ha detto la donna sorpresa – Non ricordavo di averlo ancora nella borsa». Ma le scuse non sono bastate. È stato richiesto anche l’intervento dei carabinieri che sono arrivati dalla vicina stazione di via Adua.
I militari dell’Arma pochi minuti dopo erano anche loro nell’area dove si svolgono i controlli delle persone che accedono in tribunale. Hanno proceduto all’identificazione della donna che poi è stata accompagnata alla vicina caserma per svolto gli ulteriori accertamenti di rito. Nella stazione di Santa Croce i carabinieri hanno provveduto anche a sequestrarle il coltello. La donna è stata poi rilasciata con a carico una denuncia in stato di libertà per il reato di porto abusivo di armi. (m.f.)
La signora è stata fermata all’ingresso del palazzo di giustizia di via Paterlini dagli addetti al controllo ai metal detector, installati ormai da dieci anni all’entrata proprio per evitare che si ripetano tragedie come quella accaduta nell’ottobre 2007 quando nei corridoi del tribunale si compì una strage: un uomo uccise in aula la moglie e il cognato prima di essere freddato dalla polizia.
Al passaggio della donna ai tornelli con i metal detector il sistema di allarme è scattato. Il personale addetto ai controlli ha poi capito di cosa si trattava. Ha invitato la donna a mostrare il contenuto della borsa e a svuotare le tasche della giacca.
È stato così che dalla borsetta della 37enne è saltato fuori un coltello lungo 25 centimetri, di cui 15 centimetri di lama. A quella vista la donna ha cercato subito di giustificarsi. Ma le sue parole sono parse quantomeno strane. Ha sostenuto infatti di stare recandosi in tribunale per adempiere a delle proprie incombenze private e di non ricordarsi affatto di avere con sé il coltello.
Dopo la scoperta dell’arma in tribunale sono subito intervenuti anche i carabinieri della stazione di Reggio Emilia Santa Croce.
E alla fine la donna è stata denunciata per porto abusivo d’arma. La 37enne è una cittadina moldava abitante in città. Il fatto è successo giovedì mattina, poco dopo le 11. La donna, come tutti i visitatori del tribunale, per entrare è passata ai tornelli con i metal detector e subito il sistema di allarme è scattato.
«Scusate – ha detto la donna sorpresa – Non ricordavo di averlo ancora nella borsa». Ma le scuse non sono bastate. È stato richiesto anche l’intervento dei carabinieri che sono arrivati dalla vicina stazione di via Adua.
I militari dell’Arma pochi minuti dopo erano anche loro nell’area dove si svolgono i controlli delle persone che accedono in tribunale. Hanno proceduto all’identificazione della donna che poi è stata accompagnata alla vicina caserma per svolto gli ulteriori accertamenti di rito. Nella stazione di Santa Croce i carabinieri hanno provveduto anche a sequestrarle il coltello. La donna è stata poi rilasciata con a carico una denuncia in stato di libertà per il reato di porto abusivo di armi. (m.f.)
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