Candele e bandiere tra le vie del centro «Pace in Palestina»
di Nicole Nasi
Fiaccolata in piazza contro la decisione del governo Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele
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REGGIO EMILIA. Tra le luci di Natale che adornano la città le più luminose erano quelle di tante piccole candele rosse.
Un semplice simbolo che voleva rappresentare la popolazione palestinese e ricordare, in questi giorni di festa, che l’Italia – insieme a 128 paesi presenti all’Assemblea Generale dell’Onu – ha bocciato la decisione del presidente americano Donald Trump di spostare l’Ambasciata statunitense a Gerusalemme, riconoscendo così la città come capitale dello Stato di Israele.
«Era una decisione già annunciata, si trattava solo di definire quando sarebbe successo» mormora un gruppo di ragazzi mentre stringono tra le mani le bandiere della pace.
Tanti i presenti alla manifestazione pacifica “Giù le mani da Gerusalemme”, più di 200 persone di qualsiasi età, provenienza e religione uniti dalla voglia di portare un piccolo contributo solidale e lanciare un messaggio di denuncia.
A dare inizio alla manifestazione è Cosimo Pederzoli, militante di Sinistra Italiana, che con le sue parole ribadisce la vicinanza di Reggio Emilia a chi in Palestina resiste in maniera pacifica chiedendo rispetto e libertà. Questo è il pensiero anche di Ahmed Mady, un giovane reggiano di origine egiziana, che dice: «È un sopruso che va avanti da anni senza che nessuno faccia nulla. Trump segue solo il denaro e non pensa alla dignità di un popolo che lotta per venir riconosciuto». Perfino i bambini sono coinvolti e vogliono portare il loro contributo leggendo, su piccoli fogli, le risoluzioni dell’Onu che non sono mai state applicate o attuate in merito alla situazione israelo-palestinese. A capo dell’organizzazione l’associazione “Reggio Emilia per la Pace” vi erano anche esponenti di “Reggio Emilia per Aleppo”, “Associazione reggiana per la Costituzione”, Anpi,“Sinistra italiana - Circolo Reggio Emilia”, Cgil, “AMAR - Costruire Solidarietà”, “Associazione comunità islamica Reggiana” (Acir), “BDS Reggio Emilia - Boicottaggio Disinvestimenti Sanzioni su Israele”,”Liberi e Uguali”, Arci e “Potere al popolo” che hanno seguito, insieme ai cittadini, il corteo partito in piazza Martiri del 7 Luglio.
Significativo il parere di Luciano Cattini del comitato provinciale Anpi che afferma: «Un gesto bello e significativo. Un piccolo segnale di unione. Non cambierà sicuramente la situazione ma Reggio c’è e vuole esserci, i palestinesi non sono soli. Il sostegno e il supporto vanno oltre a qualsiasi barriera linguistica, religiosa e culturale, lo abbiamo dimostrato costruendo una scuola materna a Seilat».
A sorreggere la bandiera palestinese tra le vie del centro si sono aggiunti anche alcuni passanti colpiti dall’atmosfera e dai canti di pace.
La fiaccolata si è conclusa depositando sotto un albero di Natale in piazza Prampolini un pacco regalo simbolo del riconoscimento dello Stato della Palestina da parte del Governo Italiano, tra gli applausi e le urla: «Basta guerre in Medioriente. Libertà per Gerusalemme e il suo popolo».
Un semplice simbolo che voleva rappresentare la popolazione palestinese e ricordare, in questi giorni di festa, che l’Italia – insieme a 128 paesi presenti all’Assemblea Generale dell’Onu – ha bocciato la decisione del presidente americano Donald Trump di spostare l’Ambasciata statunitense a Gerusalemme, riconoscendo così la città come capitale dello Stato di Israele.
«Era una decisione già annunciata, si trattava solo di definire quando sarebbe successo» mormora un gruppo di ragazzi mentre stringono tra le mani le bandiere della pace.
Tanti i presenti alla manifestazione pacifica “Giù le mani da Gerusalemme”, più di 200 persone di qualsiasi età, provenienza e religione uniti dalla voglia di portare un piccolo contributo solidale e lanciare un messaggio di denuncia.
A dare inizio alla manifestazione è Cosimo Pederzoli, militante di Sinistra Italiana, che con le sue parole ribadisce la vicinanza di Reggio Emilia a chi in Palestina resiste in maniera pacifica chiedendo rispetto e libertà. Questo è il pensiero anche di Ahmed Mady, un giovane reggiano di origine egiziana, che dice: «È un sopruso che va avanti da anni senza che nessuno faccia nulla. Trump segue solo il denaro e non pensa alla dignità di un popolo che lotta per venir riconosciuto». Perfino i bambini sono coinvolti e vogliono portare il loro contributo leggendo, su piccoli fogli, le risoluzioni dell’Onu che non sono mai state applicate o attuate in merito alla situazione israelo-palestinese. A capo dell’organizzazione l’associazione “Reggio Emilia per la Pace” vi erano anche esponenti di “Reggio Emilia per Aleppo”, “Associazione reggiana per la Costituzione”, Anpi,“Sinistra italiana - Circolo Reggio Emilia”, Cgil, “AMAR - Costruire Solidarietà”, “Associazione comunità islamica Reggiana” (Acir), “BDS Reggio Emilia - Boicottaggio Disinvestimenti Sanzioni su Israele”,”Liberi e Uguali”, Arci e “Potere al popolo” che hanno seguito, insieme ai cittadini, il corteo partito in piazza Martiri del 7 Luglio.
Significativo il parere di Luciano Cattini del comitato provinciale Anpi che afferma: «Un gesto bello e significativo. Un piccolo segnale di unione. Non cambierà sicuramente la situazione ma Reggio c’è e vuole esserci, i palestinesi non sono soli. Il sostegno e il supporto vanno oltre a qualsiasi barriera linguistica, religiosa e culturale, lo abbiamo dimostrato costruendo una scuola materna a Seilat».
A sorreggere la bandiera palestinese tra le vie del centro si sono aggiunti anche alcuni passanti colpiti dall’atmosfera e dai canti di pace.
La fiaccolata si è conclusa depositando sotto un albero di Natale in piazza Prampolini un pacco regalo simbolo del riconoscimento dello Stato della Palestina da parte del Governo Italiano, tra gli applausi e le urla: «Basta guerre in Medioriente. Libertà per Gerusalemme e il suo popolo».
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