Coop: «Ha scioperato solo il 18%»
Questo il giudizio sul picchetto di giovedì all’Iper Ariosto: «Non c’era motivo»
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REGGIO EMILIA. Coop ribadisce la propria posizione in merito allo sciopero che si è svolto giovedì mattina davanti all’Ipercoop Ariosto a cui hanno aderito gli addetti alla distribuzione cooperativa per il rinnovo del contratto, scaduto quattro anni fa.
Uno sciopero nazionale, che si è svolto in contemporanea in altre città e che Coop valuta «immotivato e irresponsabile».
I dati di Reggio Emilia parlano di un 18% di adesioni nei circa 400 negozi della Cooperativa di consumatori: percentuale più bassa rispetto a quella registrata nel 2015, quando ci fu l’ultima protesta sul rinnovo del contratto. Luca Chierici della Filcams Cgil spiega: «Abbiamo scelto il periodo sotto Natale perchè lo sciopero deve servire a dare un segnale». All’interno dell’ipermercato, tuttavia, erano presenti alcuni addetti che hanno assicurato l’attività. «Si trattava di nuovi assunti o interinali, comunque precari – continua Chierici –. Ci dispiace perchè significa che questi lavoratori hanno avuto poca scelta nel decidere se aderire oppure no».
Nella giornata di ieri i negozi di Coop Alleanza 3.0 sono rimasti tutti aperti e hanno offerto ai soci e ai consumatori un buon livello di servizio. Immotivate dunque , secondo la Coop, le ragioni dello sciopero, «a fronte della disponibilità a proseguire per una rapida chiusura della trattativa sul rinnovo del contratto nazionale sulla base di una proposta chiara e distintiva. Primaria missione della cooperazione di consumatori è quella di salvaguardare la propria capacità competitiva garantendo a soci e clienti un adeguato servizio e tutelando così anche l’occupazione». Coop dichiara inoltre la disponibilità a garantire a conclusione del contratto l’incremento retributivo di 85 euro mensili e propone di mantenere le norme sociali più avanzate rispetto ai diretti concorrenti in materia di trattamento economico di malattia e infortunio (conservando cioè il posto di lavoro fino a completa guarigione clinica) e a rafforzare il welfare sanitario a totale carico delle cooperative.
Uno sciopero nazionale, che si è svolto in contemporanea in altre città e che Coop valuta «immotivato e irresponsabile».
I dati di Reggio Emilia parlano di un 18% di adesioni nei circa 400 negozi della Cooperativa di consumatori: percentuale più bassa rispetto a quella registrata nel 2015, quando ci fu l’ultima protesta sul rinnovo del contratto. Luca Chierici della Filcams Cgil spiega: «Abbiamo scelto il periodo sotto Natale perchè lo sciopero deve servire a dare un segnale». All’interno dell’ipermercato, tuttavia, erano presenti alcuni addetti che hanno assicurato l’attività. «Si trattava di nuovi assunti o interinali, comunque precari – continua Chierici –. Ci dispiace perchè significa che questi lavoratori hanno avuto poca scelta nel decidere se aderire oppure no».
Nella giornata di ieri i negozi di Coop Alleanza 3.0 sono rimasti tutti aperti e hanno offerto ai soci e ai consumatori un buon livello di servizio. Immotivate dunque , secondo la Coop, le ragioni dello sciopero, «a fronte della disponibilità a proseguire per una rapida chiusura della trattativa sul rinnovo del contratto nazionale sulla base di una proposta chiara e distintiva. Primaria missione della cooperazione di consumatori è quella di salvaguardare la propria capacità competitiva garantendo a soci e clienti un adeguato servizio e tutelando così anche l’occupazione». Coop dichiara inoltre la disponibilità a garantire a conclusione del contratto l’incremento retributivo di 85 euro mensili e propone di mantenere le norme sociali più avanzate rispetto ai diretti concorrenti in materia di trattamento economico di malattia e infortunio (conservando cioè il posto di lavoro fino a completa guarigione clinica) e a rafforzare il welfare sanitario a totale carico delle cooperative.
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