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CAVRIAGO, scuola nuova o ristrutturazione 

Il Pd: «Il referendum va ritirato» Il comitato: «C’è l’ok, lo faremo»

Il Pd: «Il referendum va ritirato» Il comitato: «C’è l’ok, lo faremo»

CAVRIAGO. «Scuola nuova: da irresponsabili andare avanti con il referendum. Invitiamo ancora una volta il Comitato a ritirare il quesito». Francesca Bedogni, segretario Pd di Cavriago, entra nella...

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CAVRIAGO. «Scuola nuova: da irresponsabili andare avanti con il referendum. Invitiamo ancora una volta il Comitato a ritirare il quesito». Francesca Bedogni, segretario Pd di Cavriago, entra nella querelle del referendum propugnato dal Comitato Scuola. Quest’ultimo, anziché procedere alla ristrutturazione delle elementari Rodari come intende fare la giunta, chiede di costruire ex novo in zona Pianella un edificio per le medie (ora in via del Cristo) e accorpare le elementari dei due plessi Rodari e De Amicis. Sull’ipotesi del comitato – costituito da genitori, cittadini e dai consiglieri di opposizione di tutt’e tre i gruppi di opposizione (M5S, Cavriago Città Aperta e Futuro per Cavriago) – si è espresso negativamente il consiglio comunale di giovedì scorso, nel quale il sindaco Paolo Burani ha definito la consultazione «dannosa e irrealizzabile per mancanza di copertura finanziaria», suscitando la pronta replica del Comitato Scuola: «Il sindaco non può impedire il referendum, lo può bocciare solo il Comitato dei garanti, che invece ha già dato parere favorevole, oppure i cittadini, votando».

Il comitato dei garanti è formato da Andrea Rat, giudice del tribunale di Reggio, dal giudice di pace Alfredo Carbognani e dalla segretaria comunale Rosa Lucente. Nelle scorse settimane il comitato dei garanti ha, appunto, autorizzato lo sfolgimento del referendum.

Il Comitato Scuola ricorda quanto prevede l’articolo 52 dello statuto: «Quando si indice un referendum, viene sospeso ogni intervento relativo alla materia del referendum. Lo stesso articolo, al comma 2, prevede che l'amministrazione comunale possa bloccare questa sospensione in caso di danno economico». E l’altra sera, in consiglio comunale, la maggioranza Pd ha votato proprio questo: il referendum non va fatto perché causerebbe un danno al Comune.

Per il Comitato Scuola, questa presa di posizione della maggioranza non ha alcun senso perché «il danno è tutto da dimostrare. Come fa un referendum consultivo a produrre un danno erariale al Comune? La sospensione della ristrutturazione partirebbe comunque dal momento in cui viene indetto il referendum. Al momento, abbiamo solo ricevuto l'ok da parte del comitato dei garanti. Adesso raccogliamo le firme e solo dopo verrà indetto ufficialmente il referendum». Terzo motivo il comitato giudica insensato il voto dell’altra sera: «Il referendum, verosimilmente si farà ad aprile-maggio 2018, mentre la ristrutturazione dell’edificio inizierà a settembre 2018. Perciò non c'è alcun bisogno di bloccare alcunché».

«Facciamo il referendum – assicura il Comitato Scuola – e poi, visto che è consultivo, l'amministrazione deciderà se tener conto della volontà dei cittadini oppure no».

E la copertura economica per l'intervento? «C'è eccome – dichiara il comitato –. Useremmo senz'altro un mutuo, che però non potevamo inserire nel testo del quesito perché il regolamento lo vieta». In altre parole, se si decidesse di costruire le scuole nuove, l'amministrazione comunale potrebbe utilizzare un mutuo.

La segretaria Pd Bedogni appoggia la giunta affermando che «il dato incontrovertibile è che il parere tecnico contabile, allegato al quesito ammesso a referendum, è negativo. Questo significa che, qualsiasi sia l’esito del referendum (qualora si dovesse fare), il consiglio comunale sarebbe costretto, magari anche contro la sua volontà, a rigettare la proposta. Deve essere molto chiaro, soprattutto ai cittadini che vorrebbero una scuola nuova, che il referendum così impostato non consentirà loro di averla. Deve essere altrettanto chiaro che le 500 persone che hanno firmato la petizione per conoscere i tempi certi sulla ristrutturazione della Rodari oggi hanno avuto una risposta chiara dall’amministrazione, rafforzata dall’incasso della fidejussione da 2.070.000 euro avvenuto nel mese scorso vincolati per legge al solo intervento di riqualificazione della scuola Rodari». Bedogni guarda oltre e afferma che «i reali obiettivi delle forze politiche che sostengono questo referendum» è una «strumentalizzazione politica in previsione delle prossime elezioni politiche 2018 e amministrative 2019».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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