Gazzetta di Reggio

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«Non faremo il murales per il Comune»

di Evaristo Sparvieri
«Non faremo il murales per il Comune»

La protesta del Collettivo Fx sulla crociata anti-graffiti: «Dovevamo realizzare l’opera gratis, non siamo più disponibili»

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REGGIO EMILIA. «Ritiriamo l’unico murales che dovevamo realizzare a Reggio Emilia su uno stabile del Comune». La decisione sembra ormai presa. Ed è difficile che ci sia un ripensamento. Almeno nelle attuali condizioni. E così Reggio Emilia può salutare il “Piccolo museo dei migranti”. È questo il titolo del murales che il Collettivo Fx avrebbe dovuto realizzare, a titolo gratuito, per valorizzare un edificio vicino all’autostrada che ospita una casa d’accoglienza.

Il motivo? La discussa crociata anti-graffiti lanciata venerdì da Confedilizia: una battaglia che ha trovato sponda anche in Comune, dando vita ad un gruppo di volontari pronti a munirsi di vernice ad hoc pur di rimuovere scritte e murales, con la collaborazione della Sovrintendenza e il coinvolgimento del Chierici.

Per raggiungere questo obiettivo, gli anti-graffiti hanno stilato anche un decalogo dal tono perentorio: «Il graffito non è un’opera d’arte, ma rappresenta una lesione all’estetica delle nostre città», si legge nel primo dei dieci articoli contenuti nel documento, nei quali sono passati in rassegna pene, sanzioni, azioni civili di risarcimento e appelli alla responsabilità anche per quei proprietari che non curano ciò che viene definito «il decoro» delle facciate dei loro edifici.

Una guerra a 360 gradi a graffiti e murales alla quale non poteva mancare una replica del Collettivo Fx, il gruppo reggiano nato nel 2010 al quale si devono alcuni dei più bei capolavori presenti a Reggio e in provincia. E che ha contribuito a rendere le ex Officine uno dei più grandi laboratori di street art d’Europa.

Fra i progetti realizzati di recente dal Collettivo, “Dietro ogni matto c'è un villaggio” (un viaggio in giro per l’Italia, dipingendo volti e storie di quanti in ogni paese erano considerati “i folli”) e “La Madonna dell’Adesso” (nel quale sono ripercorse le immagini mariane presenti nelle varie culture italiane).

«La questione non è essere anti-graffiti o pro-graffiti – spiegano dal Collettivo Fx in relazione alla nascita del gruppo anti-graffiti – la questione è che si è sempre in balia di presunti esperti. Serve un po’ di serietà». Per il Collettivo, infatti, si tratta innanzitutto di «un problema di competenze»: «È come se qualcuno si alzasse domani e si sentisse esperto in beni culturali o in giurisprudenza, iniziando a decidere cos’è giusto e cos’è sbagliato».

Una querelle in primo luogo artistica, che comunque ora mette a rischio la realizzazione di un’opera che avrebbe di certo arricchito il patrimonio reggiano.

Il “Piccolo museo dei migranti” è una sorta di “format” già realizzato in passato a Bologna, città a sua volta già protagonista di una crociata anti-graffiti alla quale si è ispirato anche il gruppo reggiano. Il murales doveva essere realizzato anche a Reggio e, entro fine 2018, a Messina, secondo un modello al quale sarebbero stati applicati stili e colori diversi sulla base del contesto. Un’opera che sarebbe stata realizzata a titolo gratuito e che aveva già ottenuto un via libera dall’amministrazione.

«Il vicesindaco Sassi aveva dato il consenso per dipingere sulla parete – aggiungono dal Collettivo – Ripeto, si tratta solo di affrontare la questione con un po’ di serietà. Ma considerato che il Comune diventerà proprietario del murales, credo che a questo punto occorre evitare di realizzare l’opera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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