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Statali, la Cgil plaude al contratto siglato

Statali, la Cgil plaude al contratto siglato

Maurizio Frigeri: «A Reggio Emilia in questo settore sono impiegati oltre un migliaio di lavoratori» 

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REGGIO EMILIA. «Finalmente, dopo quasi nove anni, si è arrivati alla stipula per il rinnovo del contratto del comparto delle Funzioni centrali che raggruppa i Ministeri, le Agenzie fiscali e gli enti pubblici non economici. È un risultato importante, ottenuto grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori che non si sono mai arresi, nonostante i continui tagli imposti dai precedenti governi alla pubblica amministrazione che, insieme ai blocchi dei turn-over, ne ha messo fortemente in discussione la tenuta nel suo complesso». Così Maurizio Frigeri, segretario provinciale della funzione pubblica della Cgil di Reggio, commenta il rinnovo del contratto degli statali, firmato a livello nazionale ieri mattina all’alba dalle sigle sindacali: un contratto che, di fatto, archivia la legge Brunetta e concede rispetto al passato più diritti ai lavoratori. Ed è per questo motivo che anche la Cgil reggiana esprime grande soddisfazione per l’accordo raggiunto.

«A Reggio Emilia in questo settore – spiega Frigeri – nel quale vi è ancora una consistente presenza di lavoratori precari per i quali chiediamo la stabilizzazione, sono impiegati più di un migliaio di lavoratori che con il loro impegno garantiscono i diritti fondamentali dei cittadini. Il contratto degli statali appena siglato, oltre che a ridare ossigeno alla pubblica amministrazione, fa da apripista per altri contratti che sono in attesa di rinnovo».

Fra questi, il sindacalista ricorda i contratti delle Funzioni Locali della Sanità e della Scuola. «Solo i settori delle Funzioni locali della Sanità interessano più di diecimila addetti nella provincia di Reggio – prosegue Frigeri – con la legge di bilancio approvata in via definitiva in senato e la certezza delle risorse da stanziare, per i dipendenti pubblici si chiude in via definitiva una lunga fase che li ha visto colpiti da provvedimenti ingiusti e strumentali di chi aveva il solo scopo, attaccando il ruolo e la funzione della contrattazione nella pubblica amministrazione, di ridurre il perimetro pubblico delle prestazioni per i cittadini per favorire il privato».

Secondo Frigeri, con questo atteso rinnovo «si ridà centralità al lavoro pubblico e si apre una fase nuova per agganciare questo rinnovo 2016-2018 al prossimo». Non solo: «In tema di risorse (85 euro medi) e orario di lavoro (36 ore) il risultato ottenuto è coerente con l'accordo questo del 30 novembre 2016. Stessa cosa per ciò che riguarda il riequilibrio tra legge e contratto». (e.spa.)

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