Cartelle cliniche al vaglio del pm
Da chiarire l’entità del disagio psichico dei 2 fratelli. Acquisite le chiamate al 118
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REGGIO EMILIA. Nei prossimi giorni saranno due i “passaggi” giudiziari rilevanti per la ricostruzione del fratricidio consumatosi la mattina di Natale a Canali.
Le indagini della squadra mobile sono coordinate dal sostituto procuratore Giacomo Forte che ha comunque già “incassato” la confessione da parte di Franco Govi, quando non erano nemmeno passate quattro ore dalla scoperta dell’omicidio. Il cadavere di Franca Govi è al momento in una cella frigorifera dell’ospedale Santa Maria, in attesa che venga conferito – in procura – l’incarico al medico legale che si occuperà dell’esame autoptico. I risultati dell’autopsia serviranno per verificare se le parole del fratello assassino sono veritiere sulla dinamica del delitto. Anche l’appartamento dell’orrore è “congelato”: resta sotto sequestro e la Scientifica è entrata fra quelle quattro mura non solo a ridosso dell’omicidio, ma anche ieri per ulteriori rilievi. Sempre relativamente alle indagini, sono state acquisite e trascritte le chiamate al 118 da parte di Govi che ha subito ammesso d’aver ucciso la sorella: «Mandate un’ambulanza e un carro funebre in via Bologna». Nel mirino del pm Forte anche le cartelle cliniche di entrambi i fratelli, perché in questa terribile storia il disagio psichico non è certo marginale. Entro venerdì dovrà anche essere – per legge – svolta l’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip. Vista la delicatezza della situazione, questo momento giudiziario dovrebbe tenersi in carcere alla Pulce. In fase d’indagine il 70enne – assistito dall’avvocato d’ufficio Nico Vaccari – ha già confessato.
Le indagini della squadra mobile sono coordinate dal sostituto procuratore Giacomo Forte che ha comunque già “incassato” la confessione da parte di Franco Govi, quando non erano nemmeno passate quattro ore dalla scoperta dell’omicidio. Il cadavere di Franca Govi è al momento in una cella frigorifera dell’ospedale Santa Maria, in attesa che venga conferito – in procura – l’incarico al medico legale che si occuperà dell’esame autoptico. I risultati dell’autopsia serviranno per verificare se le parole del fratello assassino sono veritiere sulla dinamica del delitto. Anche l’appartamento dell’orrore è “congelato”: resta sotto sequestro e la Scientifica è entrata fra quelle quattro mura non solo a ridosso dell’omicidio, ma anche ieri per ulteriori rilievi. Sempre relativamente alle indagini, sono state acquisite e trascritte le chiamate al 118 da parte di Govi che ha subito ammesso d’aver ucciso la sorella: «Mandate un’ambulanza e un carro funebre in via Bologna». Nel mirino del pm Forte anche le cartelle cliniche di entrambi i fratelli, perché in questa terribile storia il disagio psichico non è certo marginale. Entro venerdì dovrà anche essere – per legge – svolta l’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip. Vista la delicatezza della situazione, questo momento giudiziario dovrebbe tenersi in carcere alla Pulce. In fase d’indagine il 70enne – assistito dall’avvocato d’ufficio Nico Vaccari – ha già confessato.
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