Gazzetta di Reggio

Reggio

IL CONGRESSO 

Confermato Catellani alla guida dell’Arci

Confermato Catellani alla guida dell’Arci

REGGIO EMILIA. Dal sesto congresso provinciale dell’Arci arriva la conferma per il secondo mandato alla guida dell’associazione reggiana per Daniele Catellani, 36 anni, cresciuto proprio nel...

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Dal sesto congresso provinciale dell’Arci arriva la conferma per il secondo mandato alla guida dell’associazione reggiana per Daniele Catellani, 36 anni, cresciuto proprio nel comitato provinciale dell’Associazione Ricreativa Culturale Italiana che conta 142 circoli e circa 48mila associati. Una galassia complessa che tiene assieme tre generazioni con interessi e attenzioni molto differenti: dal liscio alla musica elettronica, dagli interventi più strettamente legati al sociale fino a un sostanzioso lavoro culturale che ci tiene a tenere i piedi ben piantati nella propria terra. Con un filo rosso lungo sessant’anni che dice: essere sempre aperti è l’obiettivo principale per cui siamo nati. Un laboratorio sociale permanete che si fonda sul volontariato e sul mutualismo. Oggi i circoli devono affrontare problemi nuovi e antichi. È in atto, ha detto Catellani nel momento della sua riconferma all’Altro Teatro di Cadelbosco Sopra, «una involuzione culturale prodotta dall’assenza di certezze per il lavoro. La precarietà non aiuta a spendere il proprio tempo nel volontariato. Stiamo perdendo una generazione anche all’interno dei nostri circoli, proprio perché è stato colpito il lavoro con una furia inarrestabile». Ma non solo, aggiunge il presidente Arci: «Si è sviluppata una giungla amministrativa poco sostenibile per chi fa volontariato e sono aumentate esponenzialmente le responsabilità dei dirigenti dei circoli facendo di fatto allontanare le persone più che avvicinarle all’associazione». Questo difficile scenario presto sarà chiamato a una nuova e profonda rilettura dagli esiti non certi. La riforma del terzo settore rappresenta un passaggio epocale ma «nella realtà dei fatti Arci dovrà avere il coraggio di sperimentare ed innovare, collaborare e cooprogettare con tutti i propri portatori d’interesse ed essere sempre più attrattiva verso le nuove generazioni ma non solo».

Ma oltre alle riforme interne hanno tenuto banco anche i fenomeni preoccupanti che si agitano nel nostro paese. Nella giornata in cui si è celebrata la Giornata internazionale per i diritti dei migranti Catellani ha sottolineato come «il tema dell’immigrazione è una nuova frontiera del mutualismo, un punto qualificante della nostra identità. L’ostilità crescente verso i migranti e i dubbi sul fatto che l’Italia possa diventare con successo una società multietnica stanno dando benzina oggi più che mai alle forze populiste. Dovremo tenere alta la guardia alta perché si moltiplicano anche nella nostra terra i segnali preoccupanti che ci dicono che è proprio dall’associazionismo e dal sociale, che le destre xenofobe e fasciste stanno tentando di riemergere». La cultura è un «antidoto importante a tutto questo» ha detto il presidente regionale Arci Emilia Romagna Federico Amico. E Stefano Bertini responsabile Culturale del comitato reggiano ha sottolineato come «il fare della cultura sia una attività, anche in ambito ricreativo, che ha al centro la dimensione umana, la gratuità, in un movimento che cerca la condivisione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google