Gazzetta di Reggio

Reggio

Sant’Ilario, non può pagare la mensa alla figlia: «Mi obbligheranno a cambiarle scuola»

Sant’Ilario, non può pagare la mensa alla figlia: «Mi obbligheranno a cambiarle scuola»

La denuncia di una mamma: "Per sopraggiunti problemi economici, non posso far frequentare a mia figlia la mensa delle elementari. La dirigenza me lo vuole imporre: in caso contrario dovrò farle cambiare scuola"

2 MINUTI DI LETTURA





SANT’ILARIO. «Per sopraggiunti problemi economici, non posso far frequentare a mia figlia la mensa delle elementari. La dirigenza me lo vuole imporre: in caso contrario, mi è stato detto, dovrò farle cambiare scuola». A sostenerlo è una mamma 29enne di una alunna che frequenta la scuola elementare Collodi, che prevede il tempo pieno, a differenza dell’altra elementare del paese, la Munari.

«L’anno scorso mia figlia frequentava la mensa – racconta la donna –. Quest’anno sono insorti problemi economici, perché lavora solo il papà, ed è nato un bimbo che è allergico al latte materno: devo comprare un latte speciale che, al mese, mi costa quasi 300 euro. Perciò vado a prendere la bimba alle 12 e la riporto alle 14, per non pagare la mensa».

La direttrice Mariagrazia Braglia ricostruisce in modo diverso la vicenda. «In seguito a una segnalazione di irregolarità nel saldo della mensa, ho convocato i genitori per chiedere le loro intenzioni. Premetto che la mensa è un tempo scolastico che fa parte del modello educativo a tempo pieno (40 ore) e all’epoca la famiglia ha fatto una libera scelta. Non ho mai detto di cambiare scuola: casomai l’appunto è che quando si sceglie un modello, non si può dire “io non lo sapevo” perché questo significa tirarsi fuori dalle regole. È possibile che nel frattempo siano sopraggiunte difficoltà economiche, ma i genitori non si sono mai presentati per segnalarle».

In tali casi, prosegue la preside, «Io propongo due soluzioni: o frequentare la mensa saltuariamente oppure un certificato per inappetenza. L’estrema ratio è l’esenzione dalla mensa, ma nel caso specifico l’unico cambiamento è che è nato un figlio. Non si può derogare, anche perché gli altri genitori si chiederebbero il perché».

La preside conclude: «Mi spiace che la mamma, alla mia proposta di aiuto, abbia risposto irrigidendosi e con poco rispetto. Li aspetto a gennaio per trovare un accordo».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google