«È pentito e soffre» Gli avvocati chiedono la sua scarcerazione
di Enrico Lorenzo Tidona
Non è in salute: per i difensori, Govi deve uscire dalla Pulce Al vaglio i precedenti clinici: disposta l’autopsia sulla sorella
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REGGIO EMILIA. Franco Govi sa quel che ha fatto. È conscio di aver ucciso la sorella Franca: l’ha strangolata, braccio attorno al collo, stretto mentre erano entrambi in bagno, dopo l’ennesima lite, scoppiata nel giorno di Natale nell’appartamento che condividevano nella frazione di Canali, alle porte di Reggio. Ma dopo l’impeto omicida e le confessioni già fatte in maniera spontanea al 118 e al sostituto procuratore Giacomo Forte, Govi ha risentito ieri il suo avvocato Nico Vaccari – al quale si aggiunge Marco Fornaciari – parlando apertamente di pentimento. «È una persona scossa, che ha dato segni di pentimento e rimorso» ha detto ieri in serata Vaccari, che con Fornaciari chiederà oggi al gip Giovanni Ghini la scarcerazione del loro assistito durante l’udienza di convalida dell’arresto del 70enne reggiano, ex operaio che conviveva con la sorella nel suo appartamento di via Bologna 10.
Lui era conosciuto per lo più dai vicini, ai quali prestava aiuto con piccoli lavori di manutenzione. Lei, 61 anni, non si vedeva quasi mai. «Govi ha una serie di problemi e il carcere non è il luogo idoneo nel quale dovrebbe stare», anticipa l’avvocato Vaccari. Il giudice dovrà valutare l’esistenza o meno delle esigenze cautelari. L’appartamento resta per ora sotto sequestro.
Govi ha mostrato una buona dose di lucidità subito dopo l’omicidio della sorella. La procura ha però ricevuto gli accertamenti effettuati dalla questura di Reggio. Sia l’omicida che la sorella erano seguiti dal Centro di salute mentale, dal quale saranno sequestrate ora le cartelle cliniche per cercare di capire quale fosse il disagio dei due. Quello del fratello sarebbe più lieve, mentre la sorella Franca aveva un disagio maggiore. I due avevano un rapporto conflittuale. Lei, ha detto il fratello, era molto precisa in fatto di ordine in casa. La lite è scoppiata mentre lei puliva e lui era intento a farsi la barba. Govi ha confessato subito in una telefonata al 118 – che ha poi avvisato la polizia – di aver ucciso la sorella Franca, dopo un ennesimo litigio. Telefonata già acquisita e trascritta, a disposizione ora della procura. Govi ha aspettato che arrivassero le forze dell’ordine, che lo hanno trovato scosso ma lucido. Ha tentato peraltro il suicidio con un coltello da cucina, dotato di una lunga lama, ma senza riuscire nell’intento, procurandosi solo ferite lievi. Anche ai poliziotti ha confermato la confessione. La sorella è stata trovata esanime nel bagno dell’appartamento. Gli operatori del 118 hanno tentato di rianimarla, ma per la donna non c’era più nulla da fare. I rilievi della Polizia scientifica sono già a disposizione della procura, che ieri ha disposto l’autopsia sulla donna.
Lui era conosciuto per lo più dai vicini, ai quali prestava aiuto con piccoli lavori di manutenzione. Lei, 61 anni, non si vedeva quasi mai. «Govi ha una serie di problemi e il carcere non è il luogo idoneo nel quale dovrebbe stare», anticipa l’avvocato Vaccari. Il giudice dovrà valutare l’esistenza o meno delle esigenze cautelari. L’appartamento resta per ora sotto sequestro.
Govi ha mostrato una buona dose di lucidità subito dopo l’omicidio della sorella. La procura ha però ricevuto gli accertamenti effettuati dalla questura di Reggio. Sia l’omicida che la sorella erano seguiti dal Centro di salute mentale, dal quale saranno sequestrate ora le cartelle cliniche per cercare di capire quale fosse il disagio dei due. Quello del fratello sarebbe più lieve, mentre la sorella Franca aveva un disagio maggiore. I due avevano un rapporto conflittuale. Lei, ha detto il fratello, era molto precisa in fatto di ordine in casa. La lite è scoppiata mentre lei puliva e lui era intento a farsi la barba. Govi ha confessato subito in una telefonata al 118 – che ha poi avvisato la polizia – di aver ucciso la sorella Franca, dopo un ennesimo litigio. Telefonata già acquisita e trascritta, a disposizione ora della procura. Govi ha aspettato che arrivassero le forze dell’ordine, che lo hanno trovato scosso ma lucido. Ha tentato peraltro il suicidio con un coltello da cucina, dotato di una lunga lama, ma senza riuscire nell’intento, procurandosi solo ferite lievi. Anche ai poliziotti ha confermato la confessione. La sorella è stata trovata esanime nel bagno dell’appartamento. Gli operatori del 118 hanno tentato di rianimarla, ma per la donna non c’era più nulla da fare. I rilievi della Polizia scientifica sono già a disposizione della procura, che ieri ha disposto l’autopsia sulla donna.
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