Il presepe vivente di Campolungo incanta grandi e piccini
di Carlotta Curti
La sacra rappresentazione nel centro del borgo di Castelnovo Monti Protagonisti i residenti della frazione e un neonato di appena un mese
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CASTELNOVO MONTI
La magia della natività si rinnova ancora una volta a Campolungo. Grande affluenza per il presepe vivente della sera della vigilia presso il borgo vecchio nella frazione di Castelnovo Monti. Domenica il paesino si è animato con la tradizione natalizia grazie alle fiaccole portate dalla gente del luogo durante la processione, partita dalla chiesa di Campolungo.
Tanti i personaggi che hanno avuto una parte nella vicenda della nascita del bambin Gesù: oltre alla Sacra Famiglia, interpretata da un bambino di appena un mese e dai suoi genitori, c’erano anche lavandaie, massaie che facevano il pane, contadini che preparavano salumi, gente del mercato della frutta e della verdura.
La popolazione di Campolungo, bambini compresi, si è riunita per raccontare la storia di Giuseppe e Maria, appena giunti a Betlemme per il censimento, costretti a trovare alloggio in una stalla, insieme al loro asinello.
Il corteo si è concluso sempre nella chiesa di Campolungo dove il coro della parrocchia, unitamente alle persone venute ad assistere alla rappresentazione, ha intonato “Astro del ciel”.
Da anni il presepe vivente è un avvenimento che attira l’attenzione di tutti: è un viaggio che ha lo scopo di avvicinare le persone ai valori della tradizione cristiana.
Il primo presepe vivente della storia fu opera di San Francesco d’Assisi, nel borgo di Greccio, presso Rieti, precisamente nel 1223.
Dall’Italia poi, la tradizione si è diffusa nel resto dei paesi cristiani.
Secondo il filosofo Luciano De Crescenzo «L’umanità si divide in presepisti e alberisti ... Quelli che amano il presepe sono i romantici, quelli che hanno il cuore rivolto ai sentimenti; quelli che preferiscono l’albero di Natale, le palle di vetro e i nastri colorati sono invece attratti dalla pura forma e dal denaro.»
E nella lotta tra alberisti e presepisti quello che si è svolto la vigilia di Natale è stato un appuntamento imperdibile. Quel che è certo è che tantissime persone domenica sono rimaste entusiaste dalla rappresentazione, che, oltre a riunire una comunità, è anche un’occasione per mostrare antichi mestieri del luogo ormai in via di scomparsa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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E IL VIDEO E COMMENTAwww.gazzettadireggio.it
La magia della natività si rinnova ancora una volta a Campolungo. Grande affluenza per il presepe vivente della sera della vigilia presso il borgo vecchio nella frazione di Castelnovo Monti. Domenica il paesino si è animato con la tradizione natalizia grazie alle fiaccole portate dalla gente del luogo durante la processione, partita dalla chiesa di Campolungo.
Tanti i personaggi che hanno avuto una parte nella vicenda della nascita del bambin Gesù: oltre alla Sacra Famiglia, interpretata da un bambino di appena un mese e dai suoi genitori, c’erano anche lavandaie, massaie che facevano il pane, contadini che preparavano salumi, gente del mercato della frutta e della verdura.
La popolazione di Campolungo, bambini compresi, si è riunita per raccontare la storia di Giuseppe e Maria, appena giunti a Betlemme per il censimento, costretti a trovare alloggio in una stalla, insieme al loro asinello.
Il corteo si è concluso sempre nella chiesa di Campolungo dove il coro della parrocchia, unitamente alle persone venute ad assistere alla rappresentazione, ha intonato “Astro del ciel”.
Da anni il presepe vivente è un avvenimento che attira l’attenzione di tutti: è un viaggio che ha lo scopo di avvicinare le persone ai valori della tradizione cristiana.
Il primo presepe vivente della storia fu opera di San Francesco d’Assisi, nel borgo di Greccio, presso Rieti, precisamente nel 1223.
Dall’Italia poi, la tradizione si è diffusa nel resto dei paesi cristiani.
Secondo il filosofo Luciano De Crescenzo «L’umanità si divide in presepisti e alberisti ... Quelli che amano il presepe sono i romantici, quelli che hanno il cuore rivolto ai sentimenti; quelli che preferiscono l’albero di Natale, le palle di vetro e i nastri colorati sono invece attratti dalla pura forma e dal denaro.»
E nella lotta tra alberisti e presepisti quello che si è svolto la vigilia di Natale è stato un appuntamento imperdibile. Quel che è certo è che tantissime persone domenica sono rimaste entusiaste dalla rappresentazione, che, oltre a riunire una comunità, è anche un’occasione per mostrare antichi mestieri del luogo ormai in via di scomparsa.
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