Gazzetta di Reggio

Reggio

«A questa ripresa servono stimoli»

Roberto Fontanili
«A questa ripresa servono stimoli»

Severi: «L’export non basta, vogliamo più stabilità politica» Landi: «Lavoro e Pil in rialzo ma languono i consumi interni»

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REGGIO EMILIA . Un 2017 caratterizzato da una ripresa economica confermata anche dal calo della disoccupazione, ma i consumi stentano a consolidarsi. Segnali positivi nell’economia reggiana nel 2017 ci sono stati, così come c’è cauto ottimismo per il 2018. Ma non basta la ripresa dell’export, che a fine 2017 sarà di circa 10 miliardi di euro e i segnali positivi in quasi tutti i settori produttivi, per dire che ci siamo lasciati alle spalle la crisi. Dal mondo imprenditoriale e produttivo reggiano, a partire dal presidente di Unindustria Mauro Severi, emerge la forte preoccupazione che una nuova fase di instabilità politica possa pregiudicare un consolidamento della ripresa che a Reggio si è fatto sentire in misura maggiore rispetto ad altre realtà. «La crescita a Reggio - come l’ha definita il presidente della Camera di commercio Stefano Landi - è stata selettiva e ha premiato le medie e grandi imprese, che però hanno avuto un effetto traino anche sulle aziende fornitrici». A tracciare un primo bilancio del 2017 è proprio Stefano Landi sulla scorta dei dati dell’ente camerale sul cui futuro a gennaio è fissato una nuova riunione della Conferenza Stato–Regioni. «Per noi la strada segnata. Con Parma e Piacenza eravamo già allo stadio finale, poi c’è stato questo rallentamento», chiosa. «Il 2017 è stato un anno positivo naturalmente rispetto alla situazione degli ultimi anni. Abbiano registrato una forte crescita dell’export che è intorno ai 10 miliardi di euro», sintetizza il presidente. Tra i settori è sempre la meccanica a farla da padrona, ma registrano incrementi in tutti i comparti. L’unico ad avere un andamento piatto è il settore tessile-abbigliamento. «L’export rappresenta i due terzi del Pil provinciale e nel 2017 - aggiunge Landi - e abbiamo registrato un calo della disoccupazione che è oggi vicina al 4%, con una previsione di un’ulteriore diminuzione nel 2018. Si prevede una crescita del Pil in linea con quello del 2017. Gli indicatori ci dicono che ci sarà anche maggior reddito disponibile per le famiglie. Un dato che stiamo registrando già nel 2017. Parte di questi soldi diventeranno risparmio, mentre una parte si trasformerà in un maggior propensione al consumo, con il commercio che sconta un consumo interno ancora piuttosto debole». Anche nel 2018 l’export, come avviene da quattro anni dovrebbe continuare a crescere. «Come Camera di commercio conclude Landi - stiamo lavorando sull’internazionalizzazione delle piccole imprese e dare loro gli strumenti necessari per affacciarsi su nuovi mercati». «Spero che il 2018 sia come il 2017, con i risultati che sono stati buoni. È andata meglio di quanto ci aspettassimo, con l’export che si è confermato positivo», è il commento del presidente di Unindustria Mauro Severi, che cita anche il dato della disoccupazione «che nella nostra provincia è il più basso in regione». Ma Severi pur dicendosi soddisfatto, preferisce individuare le criticità. «Il timore per la situazione politica dei prossimi mesi e la necessità di riforme», per quanto riguarda l’Italia, mentre per i mercati esteri «resta la preoccupazione per le crisi internazionali che possano pregiudicare un ulteriore crescita dell’export». Da ultimo torna su Reggio che conclude: «È tra le province più virtuose in regione, ma sconta un deficit di formazione e di personale al servizio delle imprese e la proposta del Politecnico aveva questo fine».

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