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Al via un biennio di campagna elettorale

Al via un biennio di campagna elettorale

Con lo scioglimento delle Camere parte la nuova stagione. E le Politiche diventano banco di prova per Comunali e Regionali 

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REGGIO EMILIA. L’anno della sfida elettorale, che darà il via a un biennio di votazioni. Con lo scioglimento delle Camere, il 2018 ormai alle porte si apre anche per la politica reggiana all’insegna di una lunga campagna elettorale, iniziata sotto traccia già da qualche settimana ma destinata ad “esplodere” di qui fino al 4 marzo, data indicata dal Consiglio dei ministri per le prossime Politiche. E se il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, di fatto ha già inaugurato la corsa ai seggi in occasione del taglio del nastro della sede del Carroccio di via Turri, l’arrivo in città il prossimo 7 gennaio del premier uscente, Paolo Gentiloni, per le celebrazioni della Festa del Tricolore assume un sapore che sembra andare al di là della consueta presenza istituzionale. Il “rompete le righe” del Parlamento, intanto, segna già un elemento di rilievo rispetto al recente passato: per la prima volta dal 2006, infatti, fra i candidati Pd non ci saranno i nomi del deputato, Maino Marchi, e della senatrice, Leana Pignedoli, che hanno annunciato da tempo l’intenzione di non ricandidarsi, dopo aver trascorso circa dodici anni in Parlamento. Finora ha escluso una ricandidatura anche la senatrice ex M5s, Maria Mussini, ora al Gruppo Misto, che terminerebbe così con una sola legislatura la sua esperienza parlamentare.

Le due rinunce in casa Pd sono da iscrivere all’interno di un contesto tutto da decifrare, soprattutto alla luce della nuova legge elettorale e del risiko dei collegi ridisegnati dal Rosatellum: per la Camera, sono stati creati due collegi per tutta la provincia, mentre al Senato bisogna prendere voti in più province. Impossibile prevedere se Reggio Emilia avrà lo stesso numero di eletti (attualmente sono sette i parlamentari reggiani). Di qui la corsa alle candidature, soprattutto in casa Pd, dove i posti sono pochi e la lista di aspiranti candidati, come sempre, è piuttosto lunga. A cominciare ovviamente dai parlamentari uscenti Antonella Incerti, Vanna Iori e Paolo Gandolfi. Uno scenario nel quale la certezza, al momento, sembra una sola. Anche se il diretto interessato continua a nicchiare («Ho un bellissimo lavoro in ospedale, posso scegliere»), nel 2018 tra i nomi dei candidati per un posto a Roma ci sarà anche quello dell’attuale ministro, Graziano Delrio, che non si misura con una tornata elettorale dal giugno 2009, quando è stato riconfermato sindaco al primo turno con il 52,5% dei voti. Una campagna elettorale nella quale il Pd dovrà misurarsi per la prima volta anche con il peso di una scissione che ha spaccato in due il centrosinistra italiano ed emiliano, soprattutto dopo la fuoriuscita di nomi storici come Pierluigi Bersani e Vasco Errani, entrati in Art.1- Mdp e poi confluiti nella coalizione di Liberi e Uguali, capitanata da Pietro Grasso, in chiara funzione antirenziana. Una scissione che, in caso di candidatura dell’assessore Mirko Tutino, potrebbe portare anche il sindaco Luca Vecchi ad un rimpasto della sua giunta. Per quanto riguarda gli altri partiti, invece, ambisce ad un ruolo di primo piano in Parlamento il segretario emiliano della Lega, Gianluca Vinci, già capogruppo in Sala Tricolore. Verso una possibile ricandidatura la deputata M5s, Maria Edera Spadoni. Sempre in casa M5s, salgono le quotazioni dell’attuale capogruppo reggiana, Alessandra Guatteri, mentre tutto tace in casa centrodestra, ad eccezione della recente partecipazione dei reggiani Alberto Bizzocchi e Alessandro Aragona al congresso nazionale di Fratelli d’Italia, al fianco di Giorgia Meloni. Una vera incognita, infine, è rappresentata dai cosiddetti civici, pronti a candidarsi in caso di vento propizio. Per tutti, in ogni caso, il primo avversario sarà l’astensionismo. Alle Politiche del 24-25 febbraio 2013, i votanti toccarono quota 80% degli aventi diritto, restando su una percentuale elevata anche per quanto riguarda l’accoppiata del 25 maggio 2014, quando di votò per amministrative ed europee (a Reggio l’affluenza è stata superiore al 70%). Solo qualche mese più tardi, nel novembre 2014, il crollo al 35% delle regionali. Ed è anche sulla base di questi numeri che le Politiche di marzo rappresenteranno un test fondamentale per le prossime campagne elettorali, che sono destinate a monopolizzare la politica reggiana di qui fino al 2019, quando al voto andranno 32 Comuni reggiani. (e.spa.)

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