Alluvione, arriva il sì allo stato di emergenza
di Evaristo Sparvieri
Il Governo accoglie la richiesta della Regione e stanzia i primi dieci milioni L’assessore Gazzolo: «Colpa della ciclabile? Ipotesi tutta da verificare»
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BRESCELLO . Il Governo dice sì alla richiesta dello stato di emergenza presentata due settimane fa, stanziando i primi dieci milioni. E la Regione – dalla quale hanno sempre parlato di rottura dovuta al sormonto dell’acqua – prova ora a scansare le polemiche innescate dall’intervento a gamba tesa di Volmer Bonini, presidente del comitato di coordinamento regionale della protezione civile, per il quale le ragioni dell’alluvione di Lentigione del 12 dicembre scorso sono invece da ricercare nei lavori di realizzazione della ciclabile lungo l’argine: un intervento che per il presidente del comitato di coordinamento regionale della protezione civile ha «ridotto moltissimo la resistenza meccanica alla pressione dell’acqua».
Parole affidate da Bonini ad una lunga intervista rilasciata al giornale di protezione civile, anche per difendersi da quanti lo hanno accusato di essersi assentato nei giorni dell’emergenza, quando Lentigione sommersa dall’acqua stava cercando faticosamente di rialzarsi. Dalla Regione, nel frattempo, hanno dato avvio ad un gruppo tecnico di lavoro per comprendere le ragioni di quanto avvenuto. Un primo incontro c’è stato nei giorni scorsi, al quale – oltre all’assessore regionale alla Difesa del suolo e alla Protezione civile, Paola Gazzolo – hanno partecipato tutti gli enti competenti sia per la previsione e l’allertamento di protezione civile sia per la gestione del reticolo idrografico locale, in particolare dell’Enza e dei suoi argini: Aipo, Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Servizio regionale di Difesa del suolo, Arpae, Consorzi di Bonifica ed Autorità di bacino distrettuale del fiume Po.
Compito del gruppo di lavoro sarà quello stilare una relazione. L’obiettivo? Avere in mano gli elementi necessari per rafforzare la prevenzione e innalzare i livelli di sicurezza, con lo scopo di ridurre il più possibile i rischi di veder ripetersi tali eventi.
«La ciclabile? – commenta l’assessore Gazzolo – Può darsi abbia rappresentato una concausa. Ma è un elemento tutto da verificare. In questi giorni sono emerse tante opinioni diverse. Io penso che l’importante sia costruire tutti gli elementi di verifica puntuale. Per questo abbiamo creato questo gruppo di lavoro, accogliendo anche la proposta di avere nel gruppo un esperto di dinamiche idrauliche di Lentigione. Bisogna andare oltre le opinioni personali, lavorando nella massima trasparenza. I cittadini chiedono risposte, non polemiche. E noi dobbiamo garantire il massimo della protezione e sicurezza possibili, evitando in futuro il ripetersi di eventi del genere».
E mentre i cittadini di Lentigione stanno pensando di formare un comitato, dopo la richiesta di sei mesi di sospensione del pagamento delle tasse avanzata nei giorni scorsi dalla Regione, ieri dal Consiglio dei ministri è arrivato il via libera al riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, con lo stanziamento dei primi 10 milioni di euro destinati a Parma, Reggio e Modena, ovvero i territori colpiti dall’8 al 12 dicembre dalle esondazioni. Le risorse sono destinate anche ai danni causati dal gelicidio nelle zone appenniniche.
La richiesta era partita due settimane fa dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Ai fondi nazionali si aggiungono i due milioni di euro, stanziati sempre dalla Regione, all’indomani dell’alluvione.
«Era fondamentale avere subito una risposta da parte del Governo e contare sui primi fondi certi prima della fine dell’anno per superare la fase di urgenza – aggiunge Gazzolo – Un grazie al Consiglio dei ministri e al premier Gentiloni per aver rapidamente accolto la richiesta di stato di emergenza. E un grazie al Dipartimento nazionale di protezione civile per l'istruttoria rapida e puntuale che ha svolto in tempi brevissimi. L'arrivo delle risorse è un segnale importante. Ora il nostro impegno proseguirà senza sosta. Saremo ancora al fianco dei cittadini e di tutti i soggetti colpiti, avviando la ricognizione dei danni a privati e attività produttive, necessaria per i successivi risarcimenti».
Sull’arrivo delle risorse, esulta anche il presidente della Provincia, Giammaria Manghi: «Si tratta di un provvedimento importante per accelerare ulteriormente i tempi ed aumentare le risorse disponibili per permettere alla comunità civile ed economica di Lentigione di ripartire».
Per Manghi, inoltre, fondamentale è stato anche «il prezioso contributo già assicurato al tessuto imprenditoriale attraverso il Tavolo costituitosi in Provincia e la macchina della solidarietà che le istituzioni locali hanno messo da subito in moto e che, grazie alla generosità dei reggiani, saprà fornire un ulteriore aiuto concreto agli abitanti di Lentigione».
Parole affidate da Bonini ad una lunga intervista rilasciata al giornale di protezione civile, anche per difendersi da quanti lo hanno accusato di essersi assentato nei giorni dell’emergenza, quando Lentigione sommersa dall’acqua stava cercando faticosamente di rialzarsi. Dalla Regione, nel frattempo, hanno dato avvio ad un gruppo tecnico di lavoro per comprendere le ragioni di quanto avvenuto. Un primo incontro c’è stato nei giorni scorsi, al quale – oltre all’assessore regionale alla Difesa del suolo e alla Protezione civile, Paola Gazzolo – hanno partecipato tutti gli enti competenti sia per la previsione e l’allertamento di protezione civile sia per la gestione del reticolo idrografico locale, in particolare dell’Enza e dei suoi argini: Aipo, Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Servizio regionale di Difesa del suolo, Arpae, Consorzi di Bonifica ed Autorità di bacino distrettuale del fiume Po.
Compito del gruppo di lavoro sarà quello stilare una relazione. L’obiettivo? Avere in mano gli elementi necessari per rafforzare la prevenzione e innalzare i livelli di sicurezza, con lo scopo di ridurre il più possibile i rischi di veder ripetersi tali eventi.
«La ciclabile? – commenta l’assessore Gazzolo – Può darsi abbia rappresentato una concausa. Ma è un elemento tutto da verificare. In questi giorni sono emerse tante opinioni diverse. Io penso che l’importante sia costruire tutti gli elementi di verifica puntuale. Per questo abbiamo creato questo gruppo di lavoro, accogliendo anche la proposta di avere nel gruppo un esperto di dinamiche idrauliche di Lentigione. Bisogna andare oltre le opinioni personali, lavorando nella massima trasparenza. I cittadini chiedono risposte, non polemiche. E noi dobbiamo garantire il massimo della protezione e sicurezza possibili, evitando in futuro il ripetersi di eventi del genere».
E mentre i cittadini di Lentigione stanno pensando di formare un comitato, dopo la richiesta di sei mesi di sospensione del pagamento delle tasse avanzata nei giorni scorsi dalla Regione, ieri dal Consiglio dei ministri è arrivato il via libera al riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, con lo stanziamento dei primi 10 milioni di euro destinati a Parma, Reggio e Modena, ovvero i territori colpiti dall’8 al 12 dicembre dalle esondazioni. Le risorse sono destinate anche ai danni causati dal gelicidio nelle zone appenniniche.
La richiesta era partita due settimane fa dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Ai fondi nazionali si aggiungono i due milioni di euro, stanziati sempre dalla Regione, all’indomani dell’alluvione.
«Era fondamentale avere subito una risposta da parte del Governo e contare sui primi fondi certi prima della fine dell’anno per superare la fase di urgenza – aggiunge Gazzolo – Un grazie al Consiglio dei ministri e al premier Gentiloni per aver rapidamente accolto la richiesta di stato di emergenza. E un grazie al Dipartimento nazionale di protezione civile per l'istruttoria rapida e puntuale che ha svolto in tempi brevissimi. L'arrivo delle risorse è un segnale importante. Ora il nostro impegno proseguirà senza sosta. Saremo ancora al fianco dei cittadini e di tutti i soggetti colpiti, avviando la ricognizione dei danni a privati e attività produttive, necessaria per i successivi risarcimenti».
Sull’arrivo delle risorse, esulta anche il presidente della Provincia, Giammaria Manghi: «Si tratta di un provvedimento importante per accelerare ulteriormente i tempi ed aumentare le risorse disponibili per permettere alla comunità civile ed economica di Lentigione di ripartire».
Per Manghi, inoltre, fondamentale è stato anche «il prezioso contributo già assicurato al tessuto imprenditoriale attraverso il Tavolo costituitosi in Provincia e la macchina della solidarietà che le istituzioni locali hanno messo da subito in moto e che, grazie alla generosità dei reggiani, saprà fornire un ulteriore aiuto concreto agli abitanti di Lentigione».
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