Dopo i crac in edilizia la cooperazione punta su tavola e sociale
Volta: «Unieco, che botta. Ma alcuni rami li abbiamo salvati» Caramaschi: «Bene agroalimentare e i servizi alle persone»
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REGGIO EMILIA . Giudizi divergenti nella cooperazione reggiana sul 2017, mentre sia Confcoperative sia Legacoop guardano al 2018 con cauto ottimismo. Le differenze rispetto al 2017 sono dovute alla forte crisi che ha squassato Legacoop con la liquidazione cotta di Unieco, ultimo caso in ordine di tempo di una situazione che ha travolto il settore delle costruzioni. Per il presidente di Confcooperative Matteo Caramaschi «il 2017 si è chiuso con un bilancio in crescita per tanta parte della cooperazione, così come per l’economia reggiana. Pur non avendo avuto, in questi anni di crisi, problemi sostanziali sulla tenuta dell’occupazione, che ha continuato a crescere, gli ultimi dodici mesi hanno segnalato riprese più vigorose in alcuni comparti fondamentali per la cooperazione». E il riferimento è all’agroalimentare, con una buona crescita delle quotazioni del Parmigiano Reggiano e un rialzo di quelle dei vini. È stato un buon anno anche per la a cooperazione sociale, che dice Confcooperative «ha sensibilmente ampliato gli orizzonti di lavoro, mentre resta complicata la situazione del comparto delle costruzioni, dell’abitazione e di parte dei servizi alle imprese, dove permangono situazioni insoddisfacenti sul piano degli appalti pubblici e di una parte della committenza privata, con lavori e commesse che penalizzano le cooperative e la piccola imprenditoria locale». Per il 2018 le previsioni sono di un cauto ottimismo, in linea con indicatori che parlano di ripresa per la nostra economia», conclude Caramaschi, augurandosi «una crescita della consapevolezza del valore delle imprese fortemente radicate nel nostro territorio e tra queste le cooperative, che porti a nuove azioni a tutela della regolarità del lavoro». Più articolato il commento del presidente di Legacoop Emilia Ovest, Andrea Volta, per il quale «il 2017 è stato un anno molto complesso che da parte nostra ha visto molte ombre e qualche luce. Nella prima parte abbiamo toccato l’apice delle nostre difficoltà con la liquidazione coatta di Unieco, che è stata una vera e propria tragedia per lavoratori e soci prestatori. Però nella seconda parte le due imprese nate da Methis e Teleia (due rami di Coopsette) ci permettono di sostenere che la forma cooperativa è ancora attuale. L’altro passaggio molto importante è stato la colletta delle cooperative che ha consentito di versare 7 milioni di euro ai soci prestatori di Unieco e Coopsette e la nuova normativa per regolamentare il prestito sociale». «Confido che il 2018 - conclude Volta - come già registrato negli ultimi mesi, ci possa permettere di ricostruire la fiducia tra la nostra gente. Se da un lato ci sono segnali di ripresa c’è anche l’incertezza del voto, ma credo che ci siano gli elementi per un consolidamento della ripresa e qualche segnale arriva dai consumi e dai servizi». (r.f.)
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