Reggio Emilia, Iren investe 60 milioni e assorbe 31 comuni liguri
Via libera all’acquisizione di Acam La Spezia: sul piatto anche un posto in cda Il patto di sindacato apre le porte ai nuovi soci per stabilizzare la governance
REGGIO EMILIA. È ormai cosa fatta l’acquisizione di Acam da parte di Iren, che allarga i servizi rifiuti, acqua e gas in Liguria e Toscana mettendo sul piatto 60 milioni di euro, mettendo sul piatto anche un posto in cda. Nel mirino della grande azienda partecipata dai comuni reggiani sono finiti La Spezia e altri 31 comuni limitrofi azionisti di Acam, che dovrebbero entrare nel patto di sindacato con il benestare di Reggio Emilia e soci per stabilizzare la governance. A favore dell’aggregazione con Iren si sono espressi quasi tutti i comuni soci della spa spezzina.
Il riassetto è stato approvato ormai da circa il 90% dei soci pubblici contro un quorum richiesto del 70%. In pratica Iren compra le azioni di Acam e con il ricavato i comuni liguri acquisiranno azioni di Iren. A gennaio ci sarà tempo per ulteriori adempimenti e per la definizione degli ultimi dettagli e non è detto che non venga raggiunto il 100% delle quote.
Quasi tutti i 32 comuni azionisti di Acam sceglieranno l’opzione di convertire le proprie partecipazioni in quote Iren (anziché essere liquidati cash), cosa che li porterà complessivamente a ridosso del 2% del capitale della multiutility. Verranno quindi accolti nel patto di sindacato in essere tra Genova, Torino e Reggio Emilia. L’unico comune controcorrente che finora ha dichiarato che si terrà i soldi senza acquistare quindi azioni Iren, è Fosdinovo, amministrazione della Lunigiana, in Toscana, nel quale vivono 4.700 residenti.
In buona sostanza è stata rispettata la previsione dell’amministratore delegato Massimiliano Bianco (e formulata durante la presentazione del piano strategico a metà novembre) di chiudere l'acquisizione entro fine anno.
Per Iren si tratta di una nuova mossa nel risiko sui territori di riferimento dopo che l'anno scorso si era portata al 60% di Atena Vercelli.
Ecco allora che il cda di Iren ha approvato ieri l’aumento di capitale necessario per sostenere l’operazione di aggregazione con Acam. L’importo massimo complessivo a valore nominale sarà di 27,7 milioni di euro. Il prezzo di sottoscrizione è stato fissato in 2,13 euro per ciascuna azione ordinaria Iren di nuova emissione, di cui 1 euro da imputare a capitale sociale e 1,13 a titolo di sovrapprezzo.
L’esecuzione dell'aumento di capitale è subordinata al rilascio dell’autorizzazione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato al perfezionamento dell’operazione di aggregazione tra Iren e Acam. Sarà anche necessario il consenso da parte dei soggetti finanziatori del gruppo Acam all’estinzione delle garanzie rilasciate in loro favore dal gruppo Acam in connessione ai finanziamenti in essere.
Iren dovrà acquisire almeno il 70% del capitale, ma a quanto sembra andrà ben oltre. «La sottoscrizione dell'accordo di investimento da parte di 26 dei 32 soci pubblici di Acam, e quindi il sostanziale via libera all'operazione di aggregazione tra Acam e Iren, rappresenta sia un'importante opzione di sviluppo per il gruppo sia una concreta opportunità di rilancio industriale per la società spezzina», dichiara Paolo Peveraro, presidente e amministratore delegato del Gruppo Iren.
L’allargamento verso ovest è considerato un passo rilevante non solo dal punto di vista industriale. Torino è in mano ai 5 stelle, Genova è andato al centro destra così come La Spezia. Reggio si trova quindi a tenere ormai sola la bandiera del Pd tra i grandi azionisti, con la sponda di Parma offerta ora dal sindaco Pizzarotti. (e.l.t.)
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