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Le Pmi lavorano con uno sguardo alle urne

Le Pmi lavorano con uno sguardo alle urne

Lugli (Cna): «Un anno da ricordare perché ha sancito una chiara inversione di tendenza»

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REGGIO EMILIA . Per il presidente della Cna reggiana Giorgio Lugli se il 2017 è un anno quasi da incorniciare per aver invertito la tendenza rispetto all’ultimo periodo, sul 2018 grava invece l’incognita di nuove elezioni. Ed è proprio al nuovo governo che verrà che Lugli si rivolge augurandosi che «tenga presente che a tirare la carretta in Italia non solo sul versante economico ma anche su quello dell’occupazione sono le piccole e medie imprese che sono l’ossatura del paese».

Ma la confederazione che raggruppa artigiani e piccole e medie imprese guarda al futuro con ottimismo a condizione che il 2018 porti più Europa e un sistema Emilia più forte.

«Il 2017 è un anno da ricordare - commenta Giorgio Lugli - perché ha sancito una chiara inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, con gli indicatori hanno confermato a più riprese che l’uscita dal tunnel, lenta e faticosa, non è più così lontana. Lasciamo quindi un anno “buono”, pur con alcune contraddizioni persistenti, per guardare al futuro prossimo con ottimismo, seppur cauto».

Guardando poi all’ormai imminente inizio del 2018, per il presidente della Cna reggiana «si tratta ora di rendere strutturale la ripresa in modo da non vivere alla giornata ma poter reinserire nell’agenda di lavoro le parole programmazione e scenario a medio termine». Ma i timori per l’appuntamento elettorale di marzo tra gli imprenditori sono evidenti e lo conferma il presidente Lugli quando sostiene che «il 2018 sarà l’anno in cui il nostro paese affronterà ancora una volta le urne per trovare un’auspicata stabilità politica, in modo da poter proseguire sul cammino delle riforme di cui il sistema paese necessita». «Per il 2018 - aggiunge - auspico più Europa, che ci aiuterebbe nei confronti dei mercati internazionali, più Emilia perché il nostro distretto è tra quelli potenzialmente più competitivi dell’Eurozona e soprattutto più piccola e media impresa. Non dimentichiamo che è l’ossatura dell’economia del paese». Poi l’appello alle forze politiche e al governo che forse uscirà dalle urne: «Sono le piccole imprese che offrono più posti di lavoro in Italia. E l’auspicio è che qualunque Governo arriverà, lo tenga ben presente, con i fatti e non solo con le parole». (r.f.)



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