Lettera al sindaco Brescia e Comberiati alla sbarra in Appello
BOLOGNA. Si ritornerà a parlare in un’aula di giustizia dell’ormai stranota lettera scritta dal carcere dall’imprenditore calabrese Pasquale Brescia al sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, e...
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BOLOGNA. Si ritornerà a parlare in un’aula di giustizia dell’ormai stranota lettera scritta dal carcere dall’imprenditore calabrese Pasquale Brescia al sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, e consegnata il primo febbraio 2016 dall’avvocato Luigi Comberiati alla redazione reggiana del Resto del Carlino.
Sia Brescia che il suo legale sono stati assolti – in primo grado – dall’accusa di minacce di stampo mafioso (per loro i pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi avevano chiesto rispettivamente 3 anni e 4 mesi e 1 anno e 4 mesi di reclusione). Doppia assoluzione che è stata ora impugnata dalla Dda di Bologna, facendo leva su quanto dichiarato – sulla vicenda – dai pentiti Antonio Valerio e Salvatore Muto nell’ambito del maxi processo Aemilia in corso nel nostro tribunale.
Un processo che anche in Appello avrà tutti i riflettori puntati essendoci una parte lese eccellente, il sindaco di Reggio, al quale era stata assegnata anche una sorveglianza a maglie larghe, per controllare che alla lettera non seguissero altri atti volti a minacciare o intimidire il primo cittadino.
Nel processo di primo grado tenutosi con rito abbreviato il sindaco Vecchi – costituitosi parte civile – aveva chiesto 80mila euro di risarcimento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sia Brescia che il suo legale sono stati assolti – in primo grado – dall’accusa di minacce di stampo mafioso (per loro i pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi avevano chiesto rispettivamente 3 anni e 4 mesi e 1 anno e 4 mesi di reclusione). Doppia assoluzione che è stata ora impugnata dalla Dda di Bologna, facendo leva su quanto dichiarato – sulla vicenda – dai pentiti Antonio Valerio e Salvatore Muto nell’ambito del maxi processo Aemilia in corso nel nostro tribunale.
Un processo che anche in Appello avrà tutti i riflettori puntati essendoci una parte lese eccellente, il sindaco di Reggio, al quale era stata assegnata anche una sorveglianza a maglie larghe, per controllare che alla lettera non seguissero altri atti volti a minacciare o intimidire il primo cittadino.
Nel processo di primo grado tenutosi con rito abbreviato il sindaco Vecchi – costituitosi parte civile – aveva chiesto 80mila euro di risarcimento.
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