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Millefiori, la Cgil replica «No a logiche aziendali»

Millefiori, la Cgil replica «No a logiche aziendali»

NOVELLARA. «Dare vita ad una Azienda speciale inevitabilmente comporterà una serie di conseguenze sui dipendenti coinvolti con tanto di prevedibili effetti collaterali e conseguenze sui servizi nel...

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NOVELLARA. «Dare vita ad una Azienda speciale inevitabilmente comporterà una serie di conseguenze sui dipendenti coinvolti con tanto di prevedibili effetti collaterali e conseguenze sui servizi nel loro complesso». Maurizio Frigeri, segretario generale della Funzione Pubblica Cgil di Reggio Emilia, replica alla sindaca di Novellara Elena Carletti, che ieri è era intervenuta sulla situazione della Millefiori.

Il sindacalista dà atto alla prima cittadina di aver utilizzato «toni pacati» e ribadisce la disponibilità a collaborare per trovare le migliori soluzioni. Restà però il disaccordo forte sulla scelta del Comune di costituire un’Asp.

«Se ai dipendenti attualmente in ruolo all’Istituzione sarà loro concesso il comando per tre anni, ai neo assunti sarà applicato un contratto privato, per non parlare di più della metà dei precari in somministrazione (interinali). Tutti sappiamo bene che fare convivere dipendenti con contratti diversi, orari, salario, malattia, maternità ecc. non può contribuire a favorire qual clima, creare quel benessere organizzativo di cui c'è tanto bisogno in particolar modo in un settore assai delicato come quello degli anziani. Oltretutto suonerebbe come una beffa per i lavoratori nel momento in cui proprio in questi giorni si stanno rinnovando i contratti del pubblico impiego al palo da ben nove anni».

Frigeri si appella alla specificità del servizio di assistenza agli anziani. «Come lei ben sa, non è per niente semplice assistere gli anziani nelle strutture, chi vi opera va messo nelle migliori condizioni per esprimere al meglio il proprio lavoro e, a parte la buona dose di umanità e disponibilità necessaria non va trascurato che, l'aspetto relazionale coi pazienti e tra colleghi rappresenta uno dei fattori determinanti che qualificano il lavoro in termini di qualità dello stesso».

La Cgil ribadisce la preoccupazione che deriva dal fatto che la nuova Asp dovrebbe operare con logiche tipicamente aziendali. Il fatto che l’amministrazione pubblica continui ad avere un ruolo importante di controllo, indirizzo e di approvazione degli atti fondamentali dell’azienda, non pare al sindaco una garanzia sufficiente. «Sappiamo benissimo - dice Frigeri - che un Azienda speciale anche se si veste di pubblico, appatiene alla categorie delle imprese e sicomporta esattamente come una impresa privata, infatti il pareggio di bilancio è un totem, il job's act impera e pertanto via l’art. 18 e tutto quello che ne consegue».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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