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Reggio Emilia, il colonnello Buda: «Mandare in galera i criminali è l’unico deterrente»

Reggio Emilia, il colonnello Buda: «Mandare in galera i criminali è l’unico deterrente»

Il comandante provinciale commenta i risultati di un anno di lavoro e indagini Soddisfatto «di quello che abbiamo ottenuto, preoccupano i dissidi domestici»

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REGGIO EMILIA. È comprensibilmente soddisfatto, nel presentare i dati di un anno di lavoro, il comandante provinciale dei carabinieri Antonino Buda. Il colonnello dell’Arma, nella sala conferenza della caserma di Corso Cairoli, non si limita ad elencare i numeri dei reati, tutti in calo rispetto al 2016, ma li analizza e commenta fornendo un importante spaccato della realtà reggiana e del funzionamento della macchina dell’Arma. Che, come tutte le forze dell’ordine, deve fare i conti con un numero di uomini non sempre abbondante.

«Quello che mi rende orgoglioso – esordisce il comandante – è che siamo riusciti a ottenere questi risultati nonostante spesso in un anno le risorse a nostra disposizione siano state distratte da altri servizi. Penso ad esempio all’ordine pubblico in occasione di eventi e manifestazioni, o al processo Aemilia che tiene impegnati decine di uomini al giorni come assistenza ai dibattimenti. È una fatica immane e giornaliero proiettare le risorse dove più servono, ma alla fine ha dato i suoi frutti».

Soprattutto in alcune tipologie di reato, drasticamente abbattute nel 2017. Un esempio sono i furti di Parmigiano Reggiano. Di casi del genere, prosegue Buda, «ne abbiamo registrati zero grazie anche alla campagna preventiva di sensibilizzazione degli allevatori avviata con Coldiretti». Un cenno particolare viene poi dedicato dal colonnello alle truffe agli anziani.

Un tema da lui molto sentito: «Si tratta di un reato ignobile e indegno e chi lo commette è un grande vile. Grazie alla collaborazione del vescovo Camisasca e alle omelie in chiesa per sensibilizzare gli anziani, siamo riusciti a ottenere un notevolissimo abbattimento di questi crimini e a sventarne altrettanti. Parliamo di almeno 50 truffe evitate, la filosofia è quella di rendere sgradito alla criminalità questo territorio».

E non c’è modo migliore, per rendere davvero difficile la vita ai malviventi, che il deterrente della galera. «Spesso è l’unica cosa che temono davvero – prosegue Buda – misure come l’obbligo di firma o gli arresti domiciliari in molti casi non sono efficaci deterrenti».

Dal punto di vista dei rapporti interpersonali, invece, dall’esperienza dei carabinieri emerge un dato preoccupante: l’aumento della tensione sociale, che spesso sfocia in liti domestiche anche gravi. «È un fenomeno che purtroppo riguarda tutto il Paese – spiega ancora il comandante – la percentuale di liti familiari o fra vicini è in crescita. Un humus sul quale si innestano grandi conflitti i cui picchi sono episodi come l’omicidio avvenuto a Reggiolo».

Nonostante tutto, però, i numeri ufficiali dell’Arma confermano al di là di ogni propaganda un miglioramento della sicurezza in tutta la provincia, Merito «della collaborazione con le altre forze dell’ordine, penso al nuovo questore Sbordone con il quale condividiamo molto, e all’impegno dei miei uomini che ringrazio profondamente per tutto ciò che hanno fatto e dimostrato». (l.g.)
 

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