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Correggio, la polizia postale indaga sull’attacco hacker di Anonymous

Jacopo Della Porta
Correggio, la polizia postale indaga sull’attacco hacker di Anonymous

L'intrusione per distruggere i file delle multe con l’autovelox è iniziata il 5 dicembre. L’azione è stata rivendicata con una mail spedita ai giornali firmata con il logo di Anonymus

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CORREGGIO. La polizia postale sta indagando sul caso dell’attacco informatico ai danni della polizia municipale di Correggio. L’intrusione, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, è avvenuta a partire dal 5 dicembre e si è protratta per tutto il mese. Nel mirino del pirata i software con i quali vengono gestite le contravvenzioni dell’autovelox.

L’attacco è stato rivendicato con una mail firmata da Anonymus, la nota rete di hacker. Il comando della polizia municipale dell’Unione Pianura Reggiana non ha rilasciato commenti sulla vicenda in quanto è in atto un’inchiesta, pare da parte della procura distrettuale di Bologna, competente per determinati reati informatici.

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Da Correggio si limitano a far sapere che il sistema per la gestione delle infrazioni dell’autovelox non ha subito danni. Nella mail di rivendicazione giunta alla Gazzetta e ad altri quotidiani si vede la cancellazione di una cartella di fotografie. Si tratta evidentemente del tentativo di impedire la contestazione delle multe agli automobilisti.

Non è al momento noto se quei dati siano stati recuperati e se fosse presente un sistema di salvataggio dei dati. Dopo l’intrusione del 5 dicembre il Ced della polizia municipale si è attivato e ha comunicato nelle ore successive l’avvenuto ripristino del sistema. Beffardamente l’hacker ha inviato una schermata di quella comunicazione, per sottolineare che anche dopo quell’intervento finalizzato a risolvere il problema l’intrusione è proseguita.

Infine la rivendicazione è stata spedita il 30 dicembre utilizzando la stessa mail della polizia municipale, ovviamente ignara di questo invio. Anche questo messaggio è finito nel fascicolo della polizia postale.

La notizia dell’intrusione ha avuto una vasta eco, non solo nella nostra provincia. La notizia è stata molto commentata. Qualcuno ha messo in dubbio che la paternità sia da attribuire davvero ad Anonymous, che comunque non è un’associazione ma un movimento al quale può aderire chi ne condivida le idee. Dai commenti al nostro articolo è emersa, prevedibilmente, una forte ostilità nei confronti dell’autovelox, considerato da molti più un mezzo per fare cassa che per aumentare la sicurezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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