Chiude uno dei due distributori del paese
Castellarano: dopo 60 anni di attività, i gestori si arrendono: «I piccoli impianti non sopravvivono»
2 MINUTI DI LETTURA
CASTELLARANO. Il centro di Castellarano perde un servizio. Dopo oltre sessant’anni chiude il distributore dell’Ip di via Radici Nord 8, in pieno centro del capoluogo.
L’attuale titolare è stato costretto a chiudere per i margini troppo bassi che la compagnia petrolifera applica per i piccoli distributori.
Il costo troppo elevato della materia prima che viene consegnata non permette al distributore castellaranese di applicare dei ricarichi sui prezzi che gli permettano di sopravvivere e allo stesso tempo di rimanere concorrenziale sul mercato.
Quel distributore era stato aperto da Firmino Bertolani negli anni Cinquanta. Poi venne rilevato dalla figlia Gabriella Bertolani e dal marito Franco Marazzi, che lo hanno gestito sino alla fine del 2017, per poi decidere di “gettare la spugna” e chiudere l’attività.
«Mi sono incontrato più volte con i responsabili locali della compagnia petrolifera – ha dichiarato Franco Marazzi – per riuscire ad avere la benzina e il gasolio a un prezzo più conveniente rispetto a quello che, di fatto, mi hanno imposto. Però non sono riuscito ad ottenere niente. L’unica soluzione è chiudere e cercare un altro lavoro».
Sono proprio così bassi i margini di rincaro dei prodotti petroliferi? «Per avere circa gli stessi prezzi degli altri distributori della zona, potevo rincarare solamente di pochi centesimi al litro – dice Marazzi –. Una cifra insufficiente per poter avere un minimo di guadagno, tenuto conto che per le piccole attività i costi di mantenimento sono altissimi, e poi ci sono tutte le imposte da pagare». Marazzi non se l’è sentita di applicare dei prezzi molto più alti rispetto a quelli degli altri distributori: «Avrei perso la clientela – spiega – poi non mi sembrava giusto rincarare ulteriormente a scapito di chi veniva a fare il pieno. Ho cercato di ottenere delle condizioni migliori, però per i piccoli impianti le politiche sono quelle di consegnare a prezzi sicuramente più alti rispetto agli altri distributori. Ora non ci rimane che chiudere, visto che non si vedono all’orizzonte delle soluzioni che ci permettano di sopravvivere».
Con la chiusura del distributore viene meno un servizio. È rimasto solamente un altro distributore in centro e chi vuole andare a fare il pieno di carburante deve andare sulla circonvallazione, ovvero la ex statale. Paolo Ruini
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
L’attuale titolare è stato costretto a chiudere per i margini troppo bassi che la compagnia petrolifera applica per i piccoli distributori.
Il costo troppo elevato della materia prima che viene consegnata non permette al distributore castellaranese di applicare dei ricarichi sui prezzi che gli permettano di sopravvivere e allo stesso tempo di rimanere concorrenziale sul mercato.
Quel distributore era stato aperto da Firmino Bertolani negli anni Cinquanta. Poi venne rilevato dalla figlia Gabriella Bertolani e dal marito Franco Marazzi, che lo hanno gestito sino alla fine del 2017, per poi decidere di “gettare la spugna” e chiudere l’attività.
«Mi sono incontrato più volte con i responsabili locali della compagnia petrolifera – ha dichiarato Franco Marazzi – per riuscire ad avere la benzina e il gasolio a un prezzo più conveniente rispetto a quello che, di fatto, mi hanno imposto. Però non sono riuscito ad ottenere niente. L’unica soluzione è chiudere e cercare un altro lavoro».
Sono proprio così bassi i margini di rincaro dei prodotti petroliferi? «Per avere circa gli stessi prezzi degli altri distributori della zona, potevo rincarare solamente di pochi centesimi al litro – dice Marazzi –. Una cifra insufficiente per poter avere un minimo di guadagno, tenuto conto che per le piccole attività i costi di mantenimento sono altissimi, e poi ci sono tutte le imposte da pagare». Marazzi non se l’è sentita di applicare dei prezzi molto più alti rispetto a quelli degli altri distributori: «Avrei perso la clientela – spiega – poi non mi sembrava giusto rincarare ulteriormente a scapito di chi veniva a fare il pieno. Ho cercato di ottenere delle condizioni migliori, però per i piccoli impianti le politiche sono quelle di consegnare a prezzi sicuramente più alti rispetto agli altri distributori. Ora non ci rimane che chiudere, visto che non si vedono all’orizzonte delle soluzioni che ci permettano di sopravvivere».
Con la chiusura del distributore viene meno un servizio. È rimasto solamente un altro distributore in centro e chi vuole andare a fare il pieno di carburante deve andare sulla circonvallazione, ovvero la ex statale. Paolo Ruini
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
