castenovo, la scrittrice dilva Attolini
«Mire, un iper-punto nascite che lascia sole le periferie»
CASTELNOVO MONTI. Si torna a parlare del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti, chiuso alcuni mesi fa, attraverso una lettera della scrittrice castelnovese Dilva Attolini, che...
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CASTELNOVO MONTI. Si torna a parlare del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti, chiuso alcuni mesi fa, attraverso una lettera della scrittrice castelnovese Dilva Attolini, che critica la scelta dell'edificazione del nuovo Mire – l'ospedale materno infantile di Reggio Emilia che dovrebbe vedere l'avvio dei lavori nel 2018 – vista come concausa per la chiusura di altri punti nascite periferici rispetto a quello cittadino.
«Noi li chiamiamo Ipermercati nel commercio, luoghi di vendita di tutti i prodotti possibili. Nessuno aveva previsto un altro genere di Iper: Iperpuntonascite, ovvero il Mire», scrive Dilva a Attolini in una lettera divulgata dal comitato Salviamo le Cicogne.
«E’ una struttura apripista? Si va verso questo tipo di scelte in Regione? Iper a Piacenza, Parma, Modena, Bologna. O è una prerogativa solo della Provincia di Reggio Emilia, la città degli asili più belli del mondo e ora del punto nascita più bello del mondo. Perché il Mire sarà bello, ma doveva essere pensato solo per la città e non sconfinare nella periferia lontana».
Prosegue Dilva Attolini: «Ma veramente il progetto è nascere tutti in città? Dal Po, da Civago, Vaglie, Succiso, dai “bordi” della provincia lunga e stretta? Tutte le donne in viaggio come cicogne al contrario, in una direzione opposta e lontana dal nostro sentire. Neve, pioggia, vento, elicottero, chilometri che non finiscono mai, nel traffico degli assembramenti umani, con un’aria così così, il sibilo delle sirene delle ambulanze e gli scossoni, e il disagio. Chi lo ha voluto il Mire deve venire allo scoperto, ipotizzare il futuro e raccontarcelo. Vogliamo sapere tutto con chiarezza. Mettiamo tutto sulla carta, informazioni chiare, in un linguaggio semplice e comprensibile. Rendere consapevoli aiuta ad affrontare il futuro. E’ un dovere verso le mamme, verso i giovani e i montanari delle nuove generazioni. Arriva un nuovo anno e, pensando al nostro ospedale, sentiamo come un grande vuoto intorno. Senza il punto nascita ci sentiamo scomparire».
«Noi li chiamiamo Ipermercati nel commercio, luoghi di vendita di tutti i prodotti possibili. Nessuno aveva previsto un altro genere di Iper: Iperpuntonascite, ovvero il Mire», scrive Dilva a Attolini in una lettera divulgata dal comitato Salviamo le Cicogne.
«E’ una struttura apripista? Si va verso questo tipo di scelte in Regione? Iper a Piacenza, Parma, Modena, Bologna. O è una prerogativa solo della Provincia di Reggio Emilia, la città degli asili più belli del mondo e ora del punto nascita più bello del mondo. Perché il Mire sarà bello, ma doveva essere pensato solo per la città e non sconfinare nella periferia lontana».
Prosegue Dilva Attolini: «Ma veramente il progetto è nascere tutti in città? Dal Po, da Civago, Vaglie, Succiso, dai “bordi” della provincia lunga e stretta? Tutte le donne in viaggio come cicogne al contrario, in una direzione opposta e lontana dal nostro sentire. Neve, pioggia, vento, elicottero, chilometri che non finiscono mai, nel traffico degli assembramenti umani, con un’aria così così, il sibilo delle sirene delle ambulanze e gli scossoni, e il disagio. Chi lo ha voluto il Mire deve venire allo scoperto, ipotizzare il futuro e raccontarcelo. Vogliamo sapere tutto con chiarezza. Mettiamo tutto sulla carta, informazioni chiare, in un linguaggio semplice e comprensibile. Rendere consapevoli aiuta ad affrontare il futuro. E’ un dovere verso le mamme, verso i giovani e i montanari delle nuove generazioni. Arriva un nuovo anno e, pensando al nostro ospedale, sentiamo come un grande vuoto intorno. Senza il punto nascita ci sentiamo scomparire».
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