Pilomat ritarda i soccorsi per don Ranza
Il parroco si sente male in canonica ma le ambulanze non riescono ad abbassare il dissuasore di via Battaglione Toscano
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REGGIO EMILIA. Intervento difficile, ieri mattina in centro storico, per un’ambulanza della Croce Rossa e l’automedica. Un pilomat si è infatti rifiutato di abbassarsi bloccando il passaggio del veicolo di soccorso diretto verso la canonica della chiesa di San Francesco. La persona da soccorrere era don Franco Ranza, parroco di San Nicolò e San Francesco, che si trovava in canonica al secondo piano dell’edificio della piccola piazza intitolata al santo.
I soccorritori, arrivati da via Nobili (piazza Martiri 7 luglio era occupata dal mercato), si sono trovati l’ostacolo del pilastrino meccanico all’ingresso di via Battaglione Toscano, alle spalle della vecchia sede della Banca d’Italia, e sono stati costretti a fermarsi. Hanno provato a più riprese con la sirena e con il telecomando: tutto inutile. Il pilota, dopo qualche colorita imprecazione, ha allertato la polizia municipale mentre un medico, insieme a un’infermiera e un assistente, hanno sbarcato una barella spingendola celermente sin davanti all’ingresso dell’abitazione di don Ranza.
Il quale, fortunatamente, sostenuto dai soccorritori è riuscito a scendere con una certa fatica lo scalone per poi essere adagiato sulla barella. Così, imbacuccato e legato con le stringhe di sicurezza, gli occhi semichiusi, è stato sospinto dentro l’ambulanza. Nel frattempo, oltre a un’automedica, sono arrivati i vigili urbani e tutti insieme hanno vanamente cercato di far scendere il dissuasore mobile ma sia con il telecomando che con la sirena del mezzo di soccorso non hanno ottenuto l’effetto sperato.
L’ambulanza ha fatto quindi una breve manovra in retromarcia poi è ridiscesa lungo via Nobili.
Cinquanta metri dopo, all’altezza dei Musei, ecco un altro pilomat. Che al sibilo della sirena dell’ambulanza si è però fortunatamente abbassato e così soccorritori e soccorso hanno potuto raggiungere l’ospedale dove don Ranza ha ricevuto le prime cure. (l.v.)
I soccorritori, arrivati da via Nobili (piazza Martiri 7 luglio era occupata dal mercato), si sono trovati l’ostacolo del pilastrino meccanico all’ingresso di via Battaglione Toscano, alle spalle della vecchia sede della Banca d’Italia, e sono stati costretti a fermarsi. Hanno provato a più riprese con la sirena e con il telecomando: tutto inutile. Il pilota, dopo qualche colorita imprecazione, ha allertato la polizia municipale mentre un medico, insieme a un’infermiera e un assistente, hanno sbarcato una barella spingendola celermente sin davanti all’ingresso dell’abitazione di don Ranza.
Il quale, fortunatamente, sostenuto dai soccorritori è riuscito a scendere con una certa fatica lo scalone per poi essere adagiato sulla barella. Così, imbacuccato e legato con le stringhe di sicurezza, gli occhi semichiusi, è stato sospinto dentro l’ambulanza. Nel frattempo, oltre a un’automedica, sono arrivati i vigili urbani e tutti insieme hanno vanamente cercato di far scendere il dissuasore mobile ma sia con il telecomando che con la sirena del mezzo di soccorso non hanno ottenuto l’effetto sperato.
L’ambulanza ha fatto quindi una breve manovra in retromarcia poi è ridiscesa lungo via Nobili.
Cinquanta metri dopo, all’altezza dei Musei, ecco un altro pilomat. Che al sibilo della sirena dell’ambulanza si è però fortunatamente abbassato e così soccorritori e soccorso hanno potuto raggiungere l’ospedale dove don Ranza ha ricevuto le prime cure. (l.v.)
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