quattro castella
Reddito di solidarietà, si parte
Via alle richieste per la misura temporanea di sostegno economico
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QUATTRO CASTELLA. Anche a Quattro Castella, così come negli altri comuni dell’Unione Colline Matildiche, da alcune settimane c’è la possibilità di fare domanda per richiedere il Res, reddito di solidarietà, una misura di sostegno economico a contrasto della povertà, dell’esclusione sociale e delle disuguaglianze che la Regione Emilia-Romagna ha introdotto per i residenti da almeno 2 anni.
Il sostegno economico può andare da un minimo di 80 a un massimo di 400 euro mensili il base al numero dei componenti del nucleo familiare. La misura viene erogata per dodici mesi, rinnovabile per altri dodici, trascorso un periodo di interruzione di almeno sei mesi. Per fare domanda sono necessari specifici requisiti familiari ed economici tra i quali un Isee inferiore ai 3.000 euro. Ma soprattutto, ed è questa la vera novità del provvedimento, occorre sottoscrivere con i Servizi sociali del territorio di appartenenza un progetto di attivazione sociale o di inserimento lavorativo.
«E’ proprio questo patto tra cittadino e territorio a dare valore al Reddito di solidarietà – afferma il vicesindaco Tommaso Bertolini –. Non ci troviamo di fronte ad uno strumento di assistenzialismo vecchia maniera, ma a un sostegno dato a fronte di una reciproca assunzione di responsabilità e di impegni. Nel momento di difficoltà si aiuta il cittadino a mettersi nelle condizioni di reinserirsi nel ciclo lavorativo. Ma, onde evitare logiche di tipo assistenzialistico, la misura è a tempo e prevede comunque un ruolo attivo da parte del beneficiario».
Il sostegno economico può andare da un minimo di 80 a un massimo di 400 euro mensili il base al numero dei componenti del nucleo familiare. La misura viene erogata per dodici mesi, rinnovabile per altri dodici, trascorso un periodo di interruzione di almeno sei mesi. Per fare domanda sono necessari specifici requisiti familiari ed economici tra i quali un Isee inferiore ai 3.000 euro. Ma soprattutto, ed è questa la vera novità del provvedimento, occorre sottoscrivere con i Servizi sociali del territorio di appartenenza un progetto di attivazione sociale o di inserimento lavorativo.
«E’ proprio questo patto tra cittadino e territorio a dare valore al Reddito di solidarietà – afferma il vicesindaco Tommaso Bertolini –. Non ci troviamo di fronte ad uno strumento di assistenzialismo vecchia maniera, ma a un sostegno dato a fronte di una reciproca assunzione di responsabilità e di impegni. Nel momento di difficoltà si aiuta il cittadino a mettersi nelle condizioni di reinserirsi nel ciclo lavorativo. Ma, onde evitare logiche di tipo assistenzialistico, la misura è a tempo e prevede comunque un ruolo attivo da parte del beneficiario».
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